“La situazione non è preoccupante, direi disperata. Quello che mi fa disperare è il secondo gol del Frosinone, con i giocatori del Verona che si sono girati dall’altra parte. Nel calcio non deve succede, basta guardare l’azione. I giocatori del Verona si tirano indietro. In A nessuno denuncia queste cose. Nel calcio italiano succede da vent’anni. Mi auguro che la prova tv serva anche a questo”. Ed eccolo Zamparini, dopo la partita tra Verona e Frosinone, con una delle sue solite uscite nel momento di massima crisi della sua squadra che sta rischiando di finire in serie B.
Un’ uscita dettata dall’emergenza del momento e l’estremo tentativo di creare un alibi ad un fallimento che, con pieno merito, è tutto suo.
Un’insinuazione grave che è tollerata dal sistema: il grido al complotto nel momento di difficoltà è diventato un cult del nostro calcio.
Dichiarazioni che sono lesive per l'immagine del nostro sport e che la giustizia sportiva dovrebbe punire per evitare che chiunque non arrivi all’obiettivo prefisso le usi come alibi danneggiando il sistema.
Ma come può essere credibile una giustizia sportiva che ha fatto delle accuse simili a quelle di Zamparini di oggi il cavallo di Troia di calciopoli?
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