Ognuno rimanga della propria idea sulla separazione tra Conte e la Juventus (rescissione consensuale), qui non si vuole dissertare dei fatti del 15 luglio 2014. In questi giorni ci siamo occupati dell'assoluzione dell'ex allenatore bianconero in quel di Cremona per evidenziare ancora una volta quanto abbia saputo essere ridicola e tribale la giustizia sportiva amministrata dalla FIGC.
Nel 2012 come nel 2006? Non sapremmo dire se le corti federali siano state peggiori quattro anni fa o nel 2006, la differenza forse l'ha fatta la maturazione di certi anticorpi in una parte della tifoseria juventina (non tutta). Tifoseria che, memore dell'astio giustizialista dell'estate di calciopoli, nel 2012 anni aveva da subito rifuggito ipotesi patteggiatorie.
Come tifosi e fruitori (clienti...) dello sport ci era da subito venuta in antipatia quella giustizia domestica dalla FIGC che affettava sentenze usando l'accetta da santa inquisizione. Agli inizi della farsa del 2006 volevamo e dovevamo confidare nella magistratura ordinaria che avrebbe dovuto poi giudicare; purtroppo abbiamo avuto di che dolerci anche oltre lo specifico perimetro politico-sportivo. Infatti siamo ancora qui a dover constatare come si possano rovinare carriere ed esistenze personali solo per la formulazione di teoremi che all'esame di un dibattito o di un'udienza preliminare non vengono suffragati da alcuna prova. Nonostante
«dalla oggettiva analisi della documentazione non solo non si trae conferma alla iniziale ipotesi investigativa, ma al contrario si traggono elementi probatori di segno opposto». (
Link).
Paesello ridicolo e tragico allo stesso tempo questo nel quale viviamo. A chi vuole obiettare che non è dal calcio che si stabilisce la serietà di un Paese, rispondiamo: infatti non la misuriamo da uno sport, ma dalla serietà di Procuratori della Repubblica che tirano dentro il personaggio per dare risalto a sé stessi e alle inchieste che conducono. E la misuriamo anche da come una Direzione Distrettuale Antimafia si occupa di arbitri, griglie, palline ammaccate; da come nasconde migliaia idi intercettazioni per selezionarne poche decine e soprattutto da come fa sparire dal fascicolo dibattimentale il filmato dei sorteggi arbitrali sostituendolo con una sequenza alterata di foto.
Calciomercato, sogni Champions e "andiamo a vincere il sesto"? No, le vittorie cominciano laddove si sanno difendere anche prima di averle raggiunte. Se necessario facendo le barricate intellettuali contro il comune "sentimento popolare". Intelligenza poi imporrebbe anche di
accorgersi chi ci lascia da soli sulle barricate. La nostra pagina facebook
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