Sembra quasi un premio alla carriera, invece è il meritato riconoscimento per uno dei pezzi più velenosi dell'annata giornalistica: lo trovate qui (
Link).
Paolo Ziliani non è un antijuventino qualsiasi, è un
fuoriclasse della parola al vetriolo contro i colori bianconeri. Agli altri vincitori di questo premio negli scorsi mesi era bastata un'esternazione, una battuta, un commento di pochi secondi; il nostro invece ha dato il meglio producendo un intero articolo dal quale faremmo fatica a estrapolare una frase simbolo della considerazione (e delle considerazioni) che ha per i simboli della juventinità.
Meritano tuttavia una menzione alcuni passaggi del suo articolo sull’assoluzione di Antonio Conte per il calcio scommesse:
«Il CT della nazionale assolto dall’accusa di frode sportiva. Ha allenato 30 giocatori squalificati per il calcio scommesse, ma non si è mai accorto di nulla», e il titolone centrale:
«Conte: tonto ma innocente: truccavano a sua insaputa». Quindi questo mese ha vinto Ziliani: è un giornalista italiano, un settantottino.
Non è un disonesto, è solo un po' pigro e molto molto antijuventino. Davanti ai suoi occhi è passata tutta una vicenda che ha privato la Juve del proprio allenatore per alcuni mesi. Tutto sotto il suo naso da addetto ai lavori. Eppure lui non si è accorto di niente, nemmeno che «il signor Pippo» appena dopo aver fatto il nome buono per armare la penna sua e di quelli come lui, è stato considerato inattendibile dalla stessa giustizia sportiva.
Complimenti a Ziliani, il più meritato tra gli antijuventini che finora hanno iscritto il proprio nome nell'albo del premio. Siamo certi, visto il suo costante impegno negli anni, che questo titolo gli sarà quanto mai gradito.
