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Calcio giocato di N. REDAZIONE del 22/06/2016 08:48:24
Morata, Mandzukic, Dybala, parliamone

 

di Antonio Cursi

Nel corso della stagione appena trascorsa tra i tifosi juventini è stato tutto un fiorire di teorie sul perché Morata giocasse per lo più fuori ruolo e non da titolare: problemi caratteriali, problemi sentimentali, presunta incompatibilità con Dybala, carenze tecnico-tattiche varie, e chi più ne ha più ne metta. Purtroppo per la convinzione, radicata in molti, che i trenta milioni che il Real ci pagherà sarebbero un affare, alle prestazioni di Morata in Europa (e non solo) si è aggiunta una doppietta all'Europeo, ed un altro gol nell’ultima partita del suo girone, cosa che sta creando parecchi problemi ad un certo tipo di ragionamento a posteriori che recita più o meno "se Morata non gioca titolare e nel suo ruolo, evidentemente ci devono essere delle ragioni più che ottime".

Durante quest'annata, il campo ha detto che l'unico titolare inamovibile dell'attacco è Mario Mandzukic: il Croato, salvo infortuni, ha giocato praticamente tutti i minuti disponibili, comprese le partite a scudetto già vinto che nulla avevano da dire al campionato. Subito dietro di lui viene Dybala, che però si è costantemente ritrovato ad essere il primo candidato ad essere sostituito (per lo più con Morata) ogni qualvolta veniva cambiato uno dei due attaccanti titolari a partita in corso. A conti fatti, Morata ha trascorso una stagione come alternativa a Dybala, e non a Mandzukic, per quanto lo Spagnolo non sia certo una seconda punta (ciononostante, si è dimostrato perfettamente capace di alzare la testa e servire i compagni una volta in area, come dimostra il numero di assist che ha messo a referto). Morata, nel ruolo di centravanti, tra le sue numerose qualità ne ha una particolarmente importante: con la costante minaccia delle sue progressioni devastanti, costringe gli avversari a stare lunghi in campo e a lasciare costantemente dietro almeno due uomini, quando non tre.
La domanda dovrebbe sorgere spontanea: perché rinunciare di volta in volta a uno tra Morata e Dybala invece di schierarli entrambi?

E dire che Dybala e Morata, se fosse stato dato loro abbastanza tempo per imparare a giocare assieme, formerebbero una gran coppia: lo Spagnolo è un destro che parte da sinistra e fortissimo in progressione, l'Argentino un mancino che parte da destra e fortissimo nello stretto. Purtroppo li abbiamo visti giocare insieme ben poco, e quasi sempre con Morata relegato sulla fascia sinistra a fare l'uomo di fatica: prevedibilmente, data la tendenza di Dybala a muoversi sul centrodestra dell'attacco, con questo assetto l'area avversaria rimaneva il più delle volte senza un attaccante che facesse da punto di riferimento. Da qui le critiche a Morata, descritto come un attaccante poco adatto a fare il lavoro d'area: si può tranquillamente dire che questo europeo sta abbondantemente smentendo anche questo pregiudizio, quando mai ce ne fosse stato bisogno.

A questo punto verrebbe da chiedersi: possibile che Allegri non si rendesse conto del ben di Dio che aveva per le mani? Qui però il problema non è tattico, ma di mercato: l'estate scorsa è stato costruito un attacco composto da quattro prime punte, di cui una atipica. E di queste quattro, una è un veterano che storicamente non ha mai accettato la panchina, cosa di cui abbiamo avuto testimonianza per bocca dello stesso Mandzukic quando ha raccontato ai giornalisti della litigata furibonda con Allegri che precedette la partita di Monaco. E nel momento in cui il centravanti croato è intoccabile, la seconda punta è stata pagata quaranta milioni ed è obiettivamente il più adatto al ruolo di tutto il parco d'attacco, è scontato che il terzo e il quarto attaccante passino in secondo piano. Dei quali attaccanti, uno è arrivato più per via di accordi pregressi col Sassuolo che per ragioni tecniche, e l'altro ha una caratteristica che lo rende particolarmente inadatto alla programmazione a lungo termine, alla titolarità a spese degli altri attaccanti in rosa, e a qualsiasi velleità di plasmare l'attacco attorno a lui. Si chiama 'recompra'.


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