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          GLI ARTICOLI DI GLMDJ
Attualità di M. LANCIERI del 22/06/2016 14:15:36
Adiós amigo!

 

Sono un ottimista (al limite dell'illuso) di natura: uno di quelli che anche quando si sta perdendo 1-0 e l'arbitro chiama il recupero di 3 minuti, spera ancora non solo di pareggiare, ma anche di vincere!
E allora lo confesso: fino all'ultimo, ho sperato che Morata rimanesse. Ora, anche le residue briciole di illusione sono state spazzate via dalle ultime dichiarazioni di Marotta: Morata tornerà al mittente. Se lo farà per rimanerci, non è più affare nostro: quel che è certo è che l'anno prossimo non sarà un giocatore della Juve (stavolta non voglio illudermi ulteriormente!).

Alvaro giunse a Torino due anni fa, nella concitata estate del cambio di allenatore, aggiungendo incertezze ad un contesto in equilibrio già instabile: molti di noi, compreso il sottoscritto, temevano che fossimo all'alba del disastro. Non andò proprio così: in quella stagione, anche grazie ai tanti gol di quel ragazzino spagnolo, la Juve vinse tutto in Italia e sfiorò l'impresa in Europa, perdendo contro il Barça in finale, dopo che proprio Alvaro aveva segnato il gol dell'illusorio 1-1, esattamente come aveva segnato sia all'andata che al ritorno di semifinale, contro il "suo" Real, decretandone l'eliminazione.

Le lacrime di quel ventiduenne al termine dell'incontro con i blaugrana raccontarono perfettamente chi era (e chi è) Alvaro: un giocatore baciato dal talento fisico e tecnico, ma soprattutto uno che non ci sta mai a perdere. Tra i singhiozzi, ripeteva: "La vinceremo l'anno prossimo!". E lui ci ha provato ancora, giocando contro il Bayern una partita mostruosa, ma purtroppo inutile: sceso lui, si è spenta la luce.
Fare previsioni sul futuro di un giovane attaccante è pericoloso: ne abbiamo visti tanti perdersi per strada! Ma a occhio e croce Alvaro promette di (continuare a) fare grandi cose in carriera.

In questo momento, non ho nessuna voglia di polemizzare su come fu acquistato, su quella maledetta clausola di recompra, una spada di Damocle che per stessa ammissione di Marotta ha sempre gravato su di noi: non lo faccio perché non trovo corretto criticare l'operato altrui senza conoscere a fondo i dettagli di una vicenda, ma soprattutto perché non voglio sprecare righe per inutili giudizi, conservando invece un po' di spazio per salutare un ragazzo-campione che con le sue giocate, le sue lacrime, ma soprattutto i suoi sorrisi (ché ce ne sono stati tanti, in queste due stagioni!), ci ha regalato emozioni uniche.
I giocatori passano, la Juve resta. Ma permettetemi di essere un po' triste, quando ne vedo partire di questo spessore... Ciao Alvaro, grazie di tutto!

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