Se sia giusto partire con un commento alla passata giornata di campionato già da oggi in pieno calcio d’agosto e con il mercato appena chiuso e squadre tutte da verificare non lo so, ma tant’è. Lo prendo come un rodaggio, sono righe di parole che ritroverò più sciolte davanti, quando le stesse avranno scacciato l’ansia da prestazione e il caldo. L’esperienza mi dice che sarà un discorso vacuo, figlio di un periodo in cui le squadre sono costrette a mettere in campo rose incomplete, pesanti, lontane nella forma e nella circostanza.
La Juventus corsara in casa dei laziali supplisce con esperienza e maggior capacità tecnica alle gambe legnose e alle idee confuse, trotterella, cincischia, aspetta fiduciosa il “liscio” di Biglia e con Khedira, il più pragmatico dei bianconeri, non perdona. La Lazio è ordinata e disposta uomo contro uomo, corre fino a che può ma non entra mai in area altrui e il gap qualitativo alla fine si apprezza senza sforzo.
Rimangono a punteggio pieno anche un Genoa fondista che sembra spinto dai goal di Pavoletti ma è trainato invece dall'equilibrio tattico di Veloso e Rincon, una Sampdoria rigenerata dall’esempio di Cassano-magazziniere che ha consigliato a Muriel di mettersi al lavoro, e, al netto dello 0-3 inflitto da giudice sportivo, un Sassuolo con cui rimaniamo in ottimi rapporti che si fonda sulla decisiva maturazione di Berardi.
Certamente non sono novità che alla Roma “er sistema” voglia far battere ogni record in tema di rigori a favore, ovviamente senza che questa alla fine riesca a vincere nulla, che il Napoli e Sarri possano continuare a sproloquiare su ipotetici torti arbitrali subiti o che i ratti riescano a malapena a pareggiare, in casa, con la primavera del Palermo.
Difficile anche che il Toro che fa chicchirichì, il Milan che fa quaquaquà o la finocchiona violacea patiscano l’aria dell’alta quota. Più facile che a Crotone, Empoli, Pescara, Palermo e Atalanta venga la paura del buio. |