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          GLI ARTICOLI DI GLMDJ
Calcio giocato di S. BIANCHI del 04/09/2016 10:16:45
Finalmente, la Champions!

 

Ecco, finalmente, le avversarie e le date per il nostro cammino verso gli ottavi di Coppa. Per il sorteggio eravamo in prima fascia e poteva andarci meglio: è stata scandalosa la fortuna toccata al Leicester, discreta anche quella del Napoli. Nell’ordine, da metà settembre, ce la vedremo con Siviglia, Dinamo Zagabria e Lione, tutte ben dietro di noi nel ranking UEFA. Poteva anche andar peggio, se si considera che in seconda fascia, assieme al Siviglia, erano inserite squadre del calibro di Manchester City e Atletico Madrid. Abbiamo perso Pogba, ma gli arrivi di Dani Alves, Higuain, Pjanic, Pjaca (prelevato proprio dalla Dinamo), di Benatia, ci fanno ben sperare.

Iniziamo il prossimo il 14 settembre, allo Juventus Stadium, con il temibile Siviglia(Sevilla Fútbol Club). Sulla carta è la più tosta delle tre avversarie del girone H, quella che nel primo e unico doppio confronto che abbiamo avuto con lei, quello nel girone D di qualificazione di Champions dell’anno scorso, condizionò quell’inopinato secondo posto nel girone a favore del Manchester City, che avevamo sconfitto sia all’andata, sia al ritorno. La doppia sfida era iniziata bene, per il secco 2-0 firmato a Torino da Morata (41’) e Zaza (87’), ma la sfortunata gara di ritorno al Ramon Sanchez Pizjuan ci ha visto soccombere per la rete dell’ex, Llorente, a 25’ dal termine. Che dire dei “rojiblancos”, la squadra andalusa, vincitrice di una Liga, cinque Coppe del Re, una Supercoppa di Spagna, una Supercoppa UEFA, due Coppe UEFA e soprattutto delle ultime tre Europa League? Che è una squadra in salute, ben diretta dall’abile Unai Emery. Tosta e temibile, ma come detto, ci poteva capitare di peggio. L'anno scorso il confronto col Siviglia qualificò i biancorossi a quell’Europa League che avrebbero poi vinto, mentre noi, relegati al secondo posto del girone, avemmo in sorte quel Bayern Monaco che infine ci eliminò.

Dalla quarta fascia ecco la Dinamo (Dinamo Zagreb) di Zlatko Kranjcar, una formazione che integra giovani promesse e veterani. La squadra che dopo Pjaca ha perso il centrocampista Marko Rog (in prestito al Napoli), ha i propri punti di forza nel centravanti cileno Angelo Henriquez (ex Manchester United), Antolic, il capitano, il brasiliano Jonas (ex Flamengo) e la stellina Ante Coric, trequartista. Con la Dinamo abbiamo un contenzioso che risale agli anni ‘60. Si inizia nel 1962, in quella che era la Mitropa Cup, inseriti nel girone 1, con i cechi dello Spartak HK e del Ferencvaros, ma non riusciamo a qualificarci. A Torino, la Juve guidata da Carlo Parola firma un beneaugurante 4-1 per le due reti di Rosa, Nicolè, Stacchini (e Garov), che però non è stato seguito, otto giorni dopo, dall’auspicata conferma: gli jugoslavi già in rete al primo minuto, raggiunti dal solito Stacchini al 6’, portano il risultato sul 2-1 finale già al 18’, per una sfortunata autorete del nostro portiere Anzolin. La seconda doppia sfida avviene nell’edizione 1966/67 della Coppa delle Fiere, la nonna dell’Europa League. Superati Aris Salonicco, Vitoria Setubal e Dundee United, ai quarti di finale siamo fermati dalla Dinamo: il 2-2 di Torino (vantaggio di Zigoni e pareggio di Stacchini) non ci mette in buone condizioni per affrontare il ritorno, che infatti ci vede soccombere 3-0. Era la Juventus di Heriberto Herrera che era appena riuscito a sostituire Sivori con Cinesinho. Negli anni ’60 il calcio jugoslavo era una potenza in Europa, ma oggi, anche per la frammentazione nelle tante repubbliche esitate dallo scioglimento della Federazione, la Croazia è al 15° posto nel Ranking FIFA e la Dinamo molto lontana dal vertice nel ranking UEFA. Quattro Campionati e sette Coppe di Jugoslavia, diciotto Campionati croati, quattordici Coppe di Croazia, cinque Supercoppe croate e una Coppa delle Fiere, proprio quella nell’anno della nostra eliminazione, costituiscono il palmares della squadra, che nella passata stagione si è fermata alla fase a gironi della Champions.

Il Lione (Olympique Lyonnais) è classificato un po’ meglio nel ranking UEFA (attorno al trentesimo posto), giunto secondo in Ligue 1 l’anno scorso, quando s’è fermato alla fase a gironi della Champions, in un girone peraltro abbordabilissimo. Con i francesi abbiamo incrociato le armi nei quarti di finale di Europa League 2013/14: rete di Bonucci all’85’, a Lione per lo zero a uno finale, ribadito a Torino dal due a uno per le reti di Pirlo (4’), il pareggio di Briand (18’) e l’autorete di Umtiti (68’). Il palmares del Lione vanta sette vittorie in Ligue 1, cinque coppe di Francia, una Coppa di Lega Francese, otto Supercoppe nazionali e una Coppa Intertoto. Nel campionato nazionale 2014/15, dopo un certo appannamento, l’O.L. torna ai vertici col nuovo allenatore, Bruno Genesio e mediante un cambio di filosofia, affiancando ai “vecchi”, i giovani a “chilometro zero” provenienti dal settore giovanile, “les enfants du pays”: Fekir, Ghezzal, Gonalons, Grenier, Lacazette e Umtiti.

Finalmente sappiamo con chi avremo a che fare sul percorso verso la Coppa colle Grandi Orecchie. I dirigenti bianconeri sperano di aver condotto un mercato idoneo per mettere le mani su quella Coppa dalle “troppe f” (famosa, fantomatica, famigerata): i giocatori ci sono, servono anche forma fisica e mentale al momento giusto, niente infortuni o squalifiche dei giocatori principali nei momenti topici, nessun errore arbitrale e un po’ di “fattore c”, quel fattore di cui era un tempo accusato Allegri, come se fosse una colpa. Comunque, per quel che può valere, a fine agosto secondo alcuni bookmakers, per il successo in Champions il Barcellona è dato a 4, il Bayern a 5, Il Real Madrid a 6 e la nostra Juve a 12. Che vi devo dire? Speriamo che i bookmakers paghino 1200 euro la mia giocata di 100 euro.

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