L’8 settembre è il giorno dell’Armistizio (1943), della prima puntata di Star Trek in TV (1966), dell’ultimo omicidio del Mostro di Firenze (1985), ma è anche il giorno in cui il pullman del mio Club, di buona ora si appresta a Torino per l’inaugurazione dello Juventus Stadium, la creatura di Giraudo per far crescere il fatturato della Juventus: per chi non lo ricordasse, l’anno è il 2011. Siamo tra i primi ad arrivare. Da fuori pare più piccolo di prima, ma entrati, il colpo d’occhio è meraviglioso: il campo di gioco ora è veramente vicino, con spalti ripidi come all’Old Trafford e sedili più comodi di quelli dell’Amsterdam Arena. Ce ne fosse bisogno, ci scaldiamo con i cori: roba da dodicesimo in campo! Alle venti e trenta inizia la sontuosa cerimonia inaugurale, un misto di suoni, luci e storia che culmina nella sfilata, uno per uno, delle cinquanta stelle bianconere ancora viventi.
Alle ventidue inizia la partita celebrativa col Notts County, una partita senza storia per commemorare una delle storie più belle del calcio: com’è nato il binomio tra la Juventus e le maglie bianconere. Ed è proprio qui che volevo arrivare. Correva l’anno 1903, e alla Juventus si decise di adottare maglie più professionali, rispetto a quelle usate fino allora, di economico percalle rosa, in sostanza stoffa da magliette “di sotto” e lenzuola. Ovvio che le maglie andavano comprate nella patria del foot-ball, in Inghilterra. Chi avrebbe dovuto occuparsene? Chiaro, John Savage, calciatore della Juventus fino all’anno precedente, marchese e commerciante di tessuti con contatti a Nottingham. La sorpresa fu tanta quando, aprendo il pacco proveniente dall’Inghilterra, non furono trovate le agognate maglie rosse del Nottingham Forest, ma quelle a strisce bianche e nere del Notts County, l’altra squadra della città, una delle storiche fondatrici della F.A. Cup inglese. Non piacquero immediatamente, ma le condizioni economiche non brillanti e l’imminenza del campionato fecero adottare queste inconsuete maglie: la scelta, ancorché casuale, contribuì alla nascita di quel fenomeno sportivo e culturale chiamato Juventus.
Ma questo lo sapevate già. Quello che forse non saprete è che la Juventus oltre che con la maglia “sbagliata”, gioca anche col … nome sbagliato. Infatti, il nome corretto sarebbe Iuventus con la “I” di Italia (in latino, si scriveva così) e non con la “J” … di Juventus. Ma non è che i soci fondatori, liceali del D’Azeglio, fossero un po’ asini in latino: è che allora usava scrivere ieri e aiuola, rispettivamente jeri e ajuola. Ed è per questo che noi siamo la Juventus, col corollario che, in Sud America ci chiamano Giuventus (ed il sottoscritto, Bianci).
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