Il 20 settembre Gattuso, dopo Frosinone-Pisa terminata 0-0, si sfoga davanti ai microfoni denunciando la pesante situazione della società che allena (giocatori e staff senza stipendio da mesi), da cui estrapoliamo questo passaggio:
“E lo dico anche a chi controlla. Perché sento parlare da tanti anni del problema del calcioscommesse … ma chi controlla bisogna controllare! Perché dopo succedono cose strane e non voglio…” (
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Situazione che evidentemente non cambia tanto che, è notizia di qualche giorno fa, 16 giocatori della rosa hanno inviato una lettera di diffida alla società minacciando la messa in mora qualora non vengano pagati gli stipendi arretrati entro il 16 ottobre per un valore di circa 1 milione di euro. In caso contrario, arriveranno penalizzazioni (attualmente il Pisa è quinto nella classifica di serie B) e la messa in mora della società, che avrà 20 giorni di tempo per regolarizzare il tutto, altrimenti i tesserati saranno liberi di svincolarsi. La famiglia Petroni è da mesi che annuncia nuovi soci e l’inizio dei lavori allo stadio senza mai concretizzare nulla.
Situazione che ricalca quella vissuta qualche anno fa con il Parma calcio, finita come tutti sappiamo, con il fallimento della società dopo il dissesto economico-finanziario nell’indifferenza generale.
Anche oggi come allora, nonostante le denunce e le evidenti problematiche, oramai pubbliche del Pisa, le istituzioni sono completamente assenti. Ci sono organismi all'interno della FIGC che dovrebbero garantire controlli dei requisiti minimi per essere ammessi a partecipare ai campionati, così come qualcuno dovrebbe vigilare sulla regolarità delle competizioni. Perché è chiaro che, in questo modo, ancora una volta, si va verso una classifica che falserà i risultati del campo. Ricordiamo anche le parole di Gattuso sul calcioscommesse: molti tesserati, da mesi senza stipendio e in alcuni casi senza contratto, non riescono a pagare nemmeno l’affitto di casa e gli avvoltoio che lucrano sul calcio sono sempre pronti a gestire il business del gioco illegale. Business che l’Italia ha dimostrato di non saper combattere.
Ma dove sono i controllori? Consigliamo a Tavecchio e compagnia, invece di perdere tempo con giochetti di immagine privi di un qualsivoglia valore (come prodigarsi nel coprire gli scudetti della Juve allo Stadium), di guardarsi intorno e porre rimedio all'ennesima vergogna fin quando si è ancora in tempo.
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