Dopo la sosta”nazionale” ripartire con la spina inserita è sempre una scommessa. (Scommesse? Qui potrei far partire la pubblicità di uno a caso delle tremila aziende del settore che operano in Italia, con l’avvertenza, poi, che il gioco porta alla dipendenza, ma, più importante, pecunia non olet è la vera massima anche se meno educativa …).
La partita
Roma - Napoli è emblematica, quasi che due tecnici non avessero avuto il tempo e gli uomini per “prepararla”.
Prevale una Roma quadrata che sarà chiamata a ribadire la prestazione dopo le altalenanti precedenti (pessima a Torino, caotica con l’Inter) per accreditarsi definitivamente come l’antagonista (da lontano) della Vecchia Signora.
Florenzi è stato il migliore in campo, Dzeko, per una volta, spietato (anche se non autore di una grande prestazione) e Spalletti finalmente equilibrato.
Ne esce male il Napoli, dove Gabbiadini sembra non essere un centravanti, Hamsik non un leader,
De Laurentis con poco fatturato e Sarri solo troppo intabaccato, nel complesso ha una “rosa” che non può reggere il passo delle prime in campionato con il doppio impegno.
La
Juventus ne approfitta ed amplifica il vantaggio nonostante l’ennesima tribolazione, questa volta contro un’Udinese ben disposta tatticamente ma povera “organicamente” A complicare la vita, le cervellotiche
scelte iniziali di Allegri, la spiccata attitudine al giardinaggio di Hernanes, l’uso della Kriptonite da parte della D’Amico. Risolve tutto Dybala, da solo. Vincere giocando male si dice essere da grande squadra, cercare di dare interesse ad un campionato senza contendenti serie può essere anche comprensibile e plausibile, ma perseverare denuncia anche dei limiti evidenti da individuare sia nella costruzione della manovra, che soprattutto nella capacità di “filtro” del centrocampo. Emanano grande positività sia “il riscaldamento” di Marchisio che il sorriso di Bonucci.
Un
Montella, concreto, si ispira al vecchio refrain di Rocco: “speriamo non vinca il migliore”, e complice un
Chievo insolitamente impreciso nel giropalla in uscita, vince a Verona. Decisivi sia la “presenza fisica” di Kucka, l’assenza di Montolivo e il Kulovic di Bacca che la capacità del tecnico di isolare la squadra dalla “facciazza” di Fassone e dal sempre più imminente e lacerante “Fozza Milaah”.
Anche un
Sassuolo presuntuoso deve aggrapparsi alla dea bendata, alla verve di Sensi e Iemmello e alla dabbenaggine di Nicola (che bisogno c’era di far entrare Dussenne?) per superare sul filo di lana il Crotone.
Tanta corsa. tanti calci e poco calcio nei pareggi tra
Atalante e
Fiorentina e
Pescara e
Sampdoria.
Continua a sorprendere il
Genoa di Juric, una squadra che prende pochissimi goal grazie ai due “Marcantoni” davanti alla difesa, che subisce quasi un’espulsione a partita (come i rigori a favore della Roma) ma che rimane nei piani alti della classifica. Non sorprende nemmeno l’
Empoli che nonostante il pareggio è stabile nei piani bassi.
Lazio e
Bologna non avrebbero voluto pareggiare. Prima gli attaccanti biancocelesti hanno fatto di tutto per non segnare riempiendo di lividi il portiere felsineo Dacosta, ma poi al 98esimo ci hanno pensato Oikonumou e l’arbitro Dibello, mentre, ieri sera, la mandria dei giovani buoi di
Mihajlovic calpesta malamente un
Palermo seriamente candidato alla retrocessione.
Dulcis in fundo la periodica “meravigliosa” figura della
banda nerazzurra, sconfitta interna con il
Cagliari, che certifica una volta di più di cosa sono capaci costoro e chi li rappresenta, un capitano (si fa per dire, come lo si faceva con Ranocchia …) che alla veneranda età di 23 anni sente il bisogno di pubblicare una autobiografia in cui chiama a raccolta
ulteriori cento delinquenti (come se non bastassero tutti quelli che, già, abitualmente frequentano Appiano Gentile), un allenatore che, poveretto, non regge la puzza dei luoghi, un vicepresidente inespressivo, un presidente indonesiano che porta rogna, una stampa amica che continua ad incensarne la grande “qualità” e quell’amaro sapore, persistente, di avergli regalato 3 punti, senza i quali sarebbero in piena bagarre per non retrocedere.
Alla prossima un classico
Milan - Juventus; speriamo che vinca il migliore!
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