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          GLI ARTICOLI DI GLMDJ
Calcio giocato di M. ROCCA del 28/10/2016 20:14:09
La Decima

 

Alla vigilia dell'undicesima, archiviato anche il posticipo tra Palermo e udinese, diamo uno sguardo all'ultimo turno della Serie A. Per fortuna, dopo l’ultima sinfonia non proprio di mio gradimento, l’orchestra del campionato è ripartita schizzofrenicamente e velocemente con operette più o meno orecchiabili e conosciute.

Allegro ma non troppo, non più di dieci minuti ma son bastati, è stato il tema Juventino contro una Sampdoria che capisce subito l’antifona e pensa più a metter in mostra qualche giovincello e a risparmiare energie per le prossime e più probabili sfide che a resistere, resistere, resistere.
I bianconeri partono con brio (non Sergio) e voglia di chiudere in fretta, con un Cuadrado in grande spolvero, un Mandžukić che fa di volontà e necessità virtù e un Chiellini generoso per definizione, mettendo fine ad ogni suspance in meno di dieci minuti, poi per larghi tratti dando l’impressione di appisolarsi nella calma e concedendo qualche sprazzo (e un goal) agli avversari per poi chiudere la sgambata senza tribolazioni e con ulteriori due goal.
Rassicurante il rientro di Marchisio in un centrocampo che non ha ancora i tempi giusti, strano il ruolo in cui è costretto ad esibirsi Dani Alves, centrale di destra, lui che per definizione non è un corista e rischia di stonare per eccesso di virtuosismo.

Nella serata precedente il Milan era stato rimesso coi piedi per terra da tre pappine genoane. Nonostante quello che dicono Montella, Allegri e i media antiJuventini contro i rossoneri basta entrare con più di un uomo nella loro area per segnare con facilità, altro che difesa imperforabile, ovviamente occorre anche schierare in mezzo al campo calciatori che corrono, esistenti ed in salute (ossia senza ernie).

Tutto facile per il Napoli contro un Empoli senza valenza offensiva, ci pensa il solito e sempre decisivo Maertens, l’attaccante partenopeo meno “visto” da Sarri, ma agli azzurri gli ci vuole comunque oltre un tempo per sbloccare segno che la musica non è delle più ispirate e lo spartito non è interpretato con rigore.

A proposito di rigori, la Roma che balza da sola al secondo posto è alla quarta vittoria di fila e domina manco a dirlo classifica rigori a favore. Spalletti ha definitivamente trovato l’anti Totti, colui che glielo tiene lontano dai maroni, è il centravanti bosniaco Edin Dzeko che raggiunge quota dieci nella classifica marcatori. Male il Sassuolo, fragile, disposto in modo presuntuoso e senza equilibrio: per un attimo ho avuto l’impressione che fosse stato messo in campo da un boemo scarso anziché da un tecnico preparato come Di Francesco. Serata rovinata dal brutto infortunio a Florenzi (in bocca al lupo, tornerai più forte di prima!).

I ratti nerazzurri “matano” a fatica a San Siro un torello vanitoso grazie a Icardi e Hart (per i buoi sono sempre meglio i portieri dei paesi suoi …) sotto la direzione arbitrale di Davide Massa, ovviamente promosso dopo il recente exploit come assistente di porta. Frank DeBoer alla fine la sfanga e continua l’esperienza ma con una smorfia accigliata, ed emettendo una serie di suoni in una lingua incomprensibile ci comunica che dovrà ancora dormire lì, dove non gli piace, dove c’è quell’insopportabile odore.

Il Bologna si fa rimontare anche dal Chievo, la Fiorentina non vince nemmeno con il Crotone, l’Atalanta che vince fuori casa a Pescara certifica la bontà della pazienza avuta con un tecnico capace come Gasperini. Come ottima è stata la scelta dell’Udinese che con Del Neri ha trovato equilibrio e razionalità.

A ridosso delle prime posizioni scalpita anche una Lazio che Inzaghi(no) guida sapientemente e senza fronzoli a infilare per quattro (!) volte la porta del Cagliari difesa da un incolpevole Storari. I sardi, complice anche una precedente posizione di classifica lusinghiera, nelle ultime giornate hanno sculettato un po’ troppo, meglio tirarsi nuovamente su le maniche, pena il ritorno nella zona buia, dove paiono sempre più definitivamente impantanate Crotone, Empoli, Palermo e Pescara.

Shhh... Silenzio... Sento già gli echi della prossima che incombono che mi dicono che Sarri si commuoverà a prescindere, perché è uomo di buon cuore, solo con un Presidente scarso di fatturato.

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