Dal 2006, la Juventus Spa ci ha regalato "perle" (si fa per dire...) giudiziarie che non finiscono mai di stupirci.
Il primo capitolo di questo romanzo dell'orrore lo volle scrivere direttamente John Elkann. Erano i primi di
maggio del 2006, la Juve si apprestava a vincere il suo ventinovesimo scudetto e la gazzetta aveva pubblicato alcuni
ritagli di intercettazioni che alimentarono quel "sentimento popolare" che ci costò assai caro qualche mese dopo. Ci si aspettava che la società facesse muro attorno ai propri dirigenti e invece, senza neanche sapere di cosa fossero accusati, li scaricò brutalmente, con quel
"siamo vicini alla squadra e all'allenatore" passato tristemente alla storia.
Pochi mesi dopo,
l'avvocato Zaccone, formalmente difensore della stessa società, ne chiedeva la retrocessione in serie B con penalizzazione, spiegando che c'erano prove che l'avrebbero potuta spedire anche in serie C, salvo poi confessare candidamente che non aveva avuto tempo per analizzare tutte le carte.
Fu a quel punto che
la Juve, con un moto di amor proprio, presentò ricorso al TAR. Un ricorso che, a quanto spiegavano gli addetti ai lavori, aveva ottime possibilità di essere accolto. Ma ancora una volta
a Torino decisero di spiazzare tutti, a partire dallo stesso allenatore Deschamps, che già si vedeva in serie A, ritirando tutto ed accettando quindi le sentenze sportive: retrocessione in B, penalizzazione e rapina di due scudetti regolarmente vinti sul campo (come accertato anni dopo dalla giustizia ordinaria, grazie alla testardaggine di Moggi e di qualche tifoso che non si rassegnò a quello scempio...), uno dei quali riassegnato all'inter (alla quale, per non farle mancare niente, i nostri decisero di svendere anche Ibrahimovic e Vieira).
Erano gli anni di Cobolli Gigli, il cui doppio cognome ben si prestava all'ipotesi che chi decideva fossero un dottor Jekyll e un signor Hyde, che di giorno promettevano una cosa e di notte facevano l'opposto.
Trascorsero anni bui, prima dell'avvento di
Andrea Agnelli: con lui sembrò che finalmente ritrovassimo la coerenza perduta. Il nuovo presidente promise una crescita sportiva (arrivata quasi all'improvviso, anche se con un anno di ritardo, con Conte in panchina, e che prosegue tutt'ora, anche con attori diversi), una crescita economica (arrivata anch'essa repentinamente, grazie al completamento di quello stadio di proprietà che aveva fortemente voluto Giraudo, prima di essere defenestrato) e soprattutto un'aspra battaglia per ottenere giustizia e chiudere la ferita aperta nel 2006.
Ma
dal punto di vista legale, se è cambiato qualcosa, lo ha fatto in peggio. Dopo i primi mesi di fuoco, le promesse del presidente si sono sempre più smorzate, per poi scomparire ed essere sostituite da un atteggiamento quasi di fastidio, quando qualcuno si azzarda a chiederne conto. Nel frattempo, abbiamo assistito alle evoluzioni degli avvocati juventini, che
festeggiavano la condanna dei loro manager pre-farsopoli, che
consigliavano al loro allenatore di patteggiare una pena per un reato mai commesso, salvo poi farsi sbertucciare dai giudici ed indurre lo stesso allenatore a difendersi da solo, rimediando solo in parte al loro disastro, che
facevano causa alla FIGC (perdendola) e le chiedevano 444 milioni,
mentre il presidente juventino e quello federale si spendevano in effusioni amorose. Ma i bravissimi legali bianconeri
almeno una causa sono riusciti a vincerla, dando un senso alle maxi-parcelle che negli ultimi 10 anni hanno presentato alla società: quella contro GLMDJ, un'Associazione di tifosi ed azionisti juventini che hanno la colpa di essere troppo rancorosi, come ebbe a dire un presidente del recente passato.
Si arriva ai nostri giorni, con
la Gazzetta che pubblica un articolo in cui riporta alcune presunte frasi che Buffon avrebbe pronunciato nello spogliatoio ai compagni. La Juve reagisce con un comunicato in cui smentisce il giornale rosa e lo accusa di alimentare un sentimento denigratorio.
Alla Gazzetta non solo non ritirano quanto riportato, ma rilanciano, rimarcando la veridicità di quanto riportato in un nuovo articolo, che poi viene ripreso da quasi tutta la stampa italiana.
Ora vedremo se la società bianconera dimostrerà un minimo di coerenza, adendo le vie legali, oppure se per l'ennesima volta non agirà in tal senso, confermando quello strabismo che negli ultimi anni l'ha condotta a danneggiare o mal consigliare coloro che le erano legati (manager, allenatori, tifosi...) e a non muovere mai un dito contro chi costantemente la "denigra" (come lei stessa ha scritto nel comunicato).
Noi non smetteremo mai di sperare in un cambio di rotta: la speranza, si sa, è sempre l'ultima a morire!
La nostra pagina facebook
La nostra pagina twitter
Commenta con noi sul nostro forum!
