(più il tempo passa più il Nemico si fa d’ombra…)
Ullallà, siamo arrivati alla tredicesima giornata del campionato 2016/17, non sembra vero, e l’Ingiustizia, il male principale che divora il mondo del calcio itagliota continua a mantenere il Campionato nella sua irregolarità ormai pluridecennale. Con la complicità di chi non chiede ristoro e che ci propina “pensate sia tutto facile, ma non lo è”, vorrete mica insegnare agli uccelli volare o agli scoiattoli aprire le noci?
Probabilmente conta essere in forma a marzo, per adesso si sgambetta solamente, così per sport (si fa per dire) e bisogna inventarsi un po’ di tutto per vendere i giornali. Ad esempio, secondo quel giornale non pulito, rosa, edito nella più torbida periferia milanese, pare sia avvenuto, recentemente, un attentato alla costituzione o una lesione di primo grado alla libertà di cazzeggio. Tema rilanciato anche con enfasi dal famigerato sindacato Ussi, da quell’altra sinergica federazione la FNSI e persino dalla più autorevole “Micio micio – Bau bau” che a tutela di due (o più) noti scrocconi cantastorie, lasciati fuori dallo J-stadium, all’asciutto e senza fiasco, ha scomodato il diritto di opinione e paventato la minaccia nucleare.
Cosa dite, finalmente la Juventus ha cambiato politica nei confronti dei calunniatori antiJuventini? Ma no, figuriamoci, è stata semplicemente una marachella di Andreino e del suo amichetto Albanese che poi sono scappati a nascondersi in soffitta per evitare la punizione della mamma. Perdindirindina, adesso scendete che è l’ora della merendina.
Passiamo alle cose serie: partiamo con la capolista, noblesse oblige, che come da pronostico annienta un Pescara che al primo stormir di fronda più che scansarsi direi si squaglia e porta a casa tre pere, di cui una cotta, Hernanes. Partita senza particolari sussulti e con un gap qualitativo al di sopra di ogni possibile sorpresa. Ai bianconeri non serve nemmeno alzare il ritmo ma fortuna vuole che Lichtsteiner si scansi e lasci posto alla verve di Cuadrado dimostrandosi meno prudente (per non dirlo con modi argentini...) di Allegri. Siamo a più sette e alla ricerca di sparring partner allenanti.
Qualche ora prima il Napoli aveva regolato una scellerata Udinese con due reti dello scugnizzo Insigne in un match dove ha dovuto sudarsi tutti e tre i punti che anche il Chievo aveva acciuffato dimostrando la solita solidità difensiva e la solita concretezza offensiva contro un Cagliari un po’ svagato e zuzzurellone.
Una bellissima Atalanta travolge la Roma (che pure domenica il suo rigore ha avuto) molto al di là del risultato di 2-1. Anche nel primo tempo la partita l’hanno fatta i bergamaschi, è la capacità di ripartenza dei giallorossi che è stata, via via che passavano i minuti, completamente debellata in un crescendo Gasperiniano. Tatticamente un cappotto e il cambio D’Alessandro/Masiello è da punto esclamativo con Gagliardini man of the match.
Leggevo qualche giorno fa della “zona Cesarini” in un articolo dell’amico Stefano, chissà che non venga ribattezzata a breve “la zona Di Francesco”. Dove quando mancano cinque minuti ed il Sassuolo è in vantaggio di due gol l’avversario si scatena, ne fa tre e ringrazia, galantemente.
Magic moment anche per la Lazio, all’ottavo risultato positivo consecutivo, per il Toro, che “froda” il Crotone con una doppietta di Belotti, e per la Fiorentina vittoriosa nel derby made in Toscana contro i “poveretti” dell’Empoli. Anche il Bologna condanna il Palermo, ormai alla sesta sconfitta consecutiva, e De Zerbi comincia a chiudere le valige.
Nel posticipo della tredicesima giornata va in onda il primo derby di Milano “made in China”.
Tra un “Fozza Indaa” e un “Viva Bilaa” i prodotti così marchiati, di scarso pregio, spesso imitazioni, danno vita ad un confronto carico di emozioni ma per definizione non di qualità. Ed ecco che alla bella doppietta "lossonela" di Suso fanno da contraltare la rincorsa sgraziata e ciabattona di Kondogbia o, nel secondo, la reattività da bella statuina di Miranda. Anche il gran tiro di Candreva ha come peccato originale la "dolmita" con "plotesta", (già classico del repertorio Milan/Galliani) della difesa diavolina. Si conclude al novantaduesimo con il tap-in (non è cinese) di Perisic che chiude i giuochi in parità. Pioli si salva ed in conferenza stampa si esprime come un De Boer qualunque, senza smorfie.
E’ un campionato con poco pathos e ancor meno qualità, vincerà nettamente la Juventus, retrocederanno tre tra Crotone, Pescara, Palermo ed Empoli, tutte le altre in una melassa densa e dolciastra possono arrivare tra il secondo e il sedicesimo posto. Appiccicaticce.
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