Di LotharAlla luce di quanto accaduto con l'esclusione di Bonucci dalla partita di Champions Legaue e le solite "chiacchiere da bar" che ne sono seguite, vogliamo solo ora esprimerci sulla vicenda.
Mediaticamente hanno gestito la faccenda in modo ridicolo. Al di là della condivisione o meno del provvedimento preso nei confronti del giocatore, la gestione è stata a dir poco imbarazzante. Se Bonucci aveva oltrepassato i limiti allora doveva essere punito immediatamente, venerdì sera o al più tardi all'indomani e non certo alla vigilia della gara di CL a distanza di 5 giorni.
Altro aspetto,
la reazione isterica di Allegri, che è stata, televisivamente parlando, forse la cosa più brutta, perché se è vero che da un calciatore professionista come Bonucci si pretende il giusto e doveroso comportamento, atteggiamento e rispetto, è anche doveroso ricordare che un allenatore ha sicuramente una responsabilità ancora maggiore in tal senso, non fosse altro perché di fatto è il vero responsabile del cosiddetto spogliatoio.
Ma in tutta la squallida querelle che è stata data così sciaguratamente in pasto ai media (che ovviamente non aspettavano altro per andarci a nozze) chi ne è uscito peggio è stata la società. Perché posto che lo stesso Bonucci doveva essere in qualche modo "punito" (e non voglio giudicare se più o meno giustamente),
ad assumersi la responsabilità del provvedimento deve sempre e comunque essere la società. La versione del provvedimento preso dall'allenatore, quando lo stesso allenatore è stato parte in causa dell'episodio poi sanzionato, suona come una grave latitanza della stessa società Juventus, comunque la si voglia vedere.
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