Le partite con Inter e Napoli hanno scatenato e stanno scatenando polemiche astiose contro la Juventus. Accade da giorni, settimane ormai. Il clima intorno alla Juve ricorda molto da vicino quello che si respirava negli anni di calciopoli. Chiunque si sente autorizzato rilasciare qualsiasi tipo di contumelie, fare qualsiasi meschina allusione, insinuare qualsiasi bassezza. È
l'humus nel quale prolifera il
«comune sentire popolare» (espressione che non va spiegata a un tifoso juventino minimamente legato alla Signora).
Un decennio fa il lasciar correre questo fiume di veleni gratuiti ha condotto dritti a calciopoli. Molti tifosi, che probabilmente non hanno vissuto con coinvolgimento l'estate del 2006, ripetono spesso il "tanto vinciamo sul campo, è la miglior risposta". Chi invece ha compreso che la farsa ha messo radici anche e soprattutto perché il terreno era stato abilmente arato dal "sentimento popolare", è conscio dei pericoli che si corrono.
Non va quindi spiegato perché sarebbe opportuno un intervento deciso della società Juventus FC SpA. Non per partecipare a becere
escalation dialettiche, ma solo e unicamente per tutelare l'integrità della Storia e dell'attualità juventina. E in questo non possiamo non notare
un assordante silenzio da parte del presidente della Juventus. Andrea Agnelli, se ci sei batti un colpo. Così, solo per
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