Mi ero incuriosito di questo librino: a un primo esame, sfogliandolo, pareva un “bignami” di storia bianconera per giovani neotifosi, un utile manualetto per rapide conferme nello scrivere articoli per GLMDJ, una piacevole raccolta di foto in bianconero, inserite per dar corpo agli scritti, un po’ come gli eccipienti, nelle compresse medicinali, servono a dar corpo al principio attivo.
Vado a leggere: gustoso il ricordo di Jesse Carver, il primo allenatore a giocare a zona in Italia, che ci guidò alla conquista dell’ottavo scudetto, un tipo abbastanza strano. A conferma, fosse in tuta, in giacca o col cappotto, indossava sempre un paio di sandali, a sentir lui, portafortuna. Simpatica la notizia della protesta di Boniperti, inserito dai gazzettari nella classifica dei migliori bianconeri di sempre, con una maglia numero dieci che lui non ha mai indossato (giacché aveva l’otto).
Tutto procede bene, passando per il “Clamoroso al Cibali” urlato da Sandro Ciotti ai microfoni di “Tutto il calcio minuto per minuto”, col corollario del nostro dodicesimo scudetto, per l’elzeviro di Tosatti su Sivori, Altafini che ruba la moglie a Barison, ma …
Ma infine l’autore incespica su quel “go’ de Turone” che ormai, dopo le dichiarazioni di Sassi, tutti sanno essere stato giustamente annullato. Tutti, meno l’Autore, ovviamente. La lettura s’è fatta ora sospettosa, e si arresta su un altro inciampo dell’autore, che parlando di Furino, bontà sua gli accorda gli otto scudetti conquistati con la stessa maglia, ma
ne toglie uno a Ferrara (indovinate perché). Capita l’antifona, salto fino al “contatto Iuliano-Ronaldo”, trovandolo naturalmente descritto nella versione morattesca, e infine cerco di Calciopoli, capitolo di facile reperimento, poiché, mentre per gli altri temi si va dalle quattro alle otto - dieci righe, per Calciopoli sono a mia disposizione ben quattro pagine. Per riguardo a chi mi ha accolto in Redazione e chi mi legge, evito di trasporre qui i concetti dell’autore.
Vi ho sempre parlato più o meno bene di libri che ho letto, stavolta, però … Avete presente quando le emittenti TV sovrascrivono alle immagini trasmesse
“Il film non è adatto ai minori” o “Visione adatta a minori accompagnati”? Ecco: se questo libro fosse stato un film, in copertina avrebbe dovuto riportare la scritta “Non adatto al pubblico Giulemanista”.
L’ho recensito perché si possa capire a che grado di cattivo gusto si possa arrivare:
in un libro per i tifosi bianconeri (e sfido chiunque a dimostrarmi il contrario), si dice l’esatto contrario di quello di cui gli juventini sono convinti. Come se un fan di Julia Roberts acquistasse un libro a lei dedicato, per trovarci dentro discorsi che vogliono dimostrare come, in effetti, sia un transessuale operato, rapinatore di banche, iscritto al KKK, cui per di più puzzano i piedi.
Ah, direte a questo punto: ma qual è questo libro che non dobbiamo comprare, lo dici o no? Altrimenti, a che serve tutta questa tiritera? Ecco qua; il titolo è “La Juve”, l’autore è Luca D’Ammando, l’editore è Clichy. Dopo questo mio acquisto improvvido, sono andato a cercare notizie dell’autore su internet. L’unica cosa che ho trovato è questa:
“Luca D'Ammando, trentacinque anni, romano, ha fatto in tempo a prendere una laurea in Storia contemporanea prima di iniziare a fare il giornalista. Lavora al Foglio rosa e collabora con varie testate. Ha scritto una biografia di Luca Cordero di Montezemolo caduta ormai in prescrizione (Montezemolo, dalla Ferrari all'Italia, Limina). Condivide la casa e la vita con una barese. Quando non risponde al telefono è in curva sud”. Ora capisco.
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