«Sì! Sì! Sì, ancora!...» . Chi di voi non ricorda la celebre scena di Harry ti presento Sally? Se pensiamo alle simulazioni applicate al calcio, non possiamo non recarci nelle varie aree di rigore e pensare ai tentativi a volte puerili di chi proprio non può ambire a un riconoscimento dell'Academy of Motion Pictures Arts and Science (quelli dell'Oscar).
Se parliamo di simulatori nel mondo del calcio, il più grande riconoscimento deve essere dato agli interisti. Che si parli di un rigore o di onestà tout court,
"the Oscar goes to InternazionaleFC". Miglior interpretazione non v'è.
Quando in area di rigore accade qualcosa, i diretti interessati sanno sempre cosa è accaduto, tanto è vero che a volte non si ricordano di far scattare l'interpretazione e si limitano a chiedere il calcio d'angolo (sì, il riferimento è all'episodio Mandzukic-Icardi). Purtroppo è dopo il novantesimo (o spesso già da dopo l'intervallo) che si assiste all'isterismo interpretativo e all'insistenza della recita del vittimismo.
Il copione, consolidato, è sempre il medesimo: accusare il prossimo, meglio se juventino, delle proprie nefandezze. Come direbbe un amico del nostro forum,
"dille che è una puttana prima che lei lo dica te". Nel caso dei nostri interpreti, la trama riguarda non solo la partita, ma tutto quello che v'è oltre il rettangolo verde, dove il cattivo e l'ingiusto è l'arbitro. Una storia che coinvolge i giochi di potere, le presunte trame sotterranee mirate a contrastare i nostri eroi di cartone. Arrivano persino a interpretare il ruolo di paladini della lotta al doping e del rispetto per l'autonomia arbitrale. Il tutto per poi farci scoprire che loro telefonano agli arbitri, che loro scioglievano le anfetamine nel caffè, che loro schierano giocatori finti comunitari, che loro sono quelli chesi iscrivono al campionato con i conti più che in rosso.
Sono talmente calati nella parte che, per ricalcare le parole di un personaggio interpretato da Tommy Lee Jones,
"passano buona parte del tempo a costruire con una metà del cervello una fantasiosa realtà, per poi, in una sorta di osmosi, passare il resto del tempo a convincere della bontà della costruzione l'altra metà del cervello". Un Oscar collettivo che va dato ai vari Simoni, Pioli, Materazzi, Mazzola e via discorrendo. È tuttavia avvilente scoprire che dopo ogni simulazione c'è sempre qualche spettatore che chiede
«quello che ha preso la signorina».La nostra pagina facebook
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