«Vi invito tuttavia ad essere a vostra volta testimoni e non strumenti per conclusioni pregiudiziali che sarebbero a mio avviso sbagliate e in pieno contrasto con quelle tratte dalla giustizia penale».È bastato questo ammonimento del presidente della Juventus per sedare sul nascere quel giornalismo pruriginoso già adottato nel 2006 e non solo.
Inizialmente lo spazio dato all'argomento "bagarinaggio-ndrangheta" era ampio, negli ultimi giorni pochissimo, in prevalenza piccoli articoli. Anche l'atteggiamento ricalca un minore accanimento rispetto a quanto ci potessimo aspettare. Un avviso ai navigati quello di Andrea Agnelli la cui efficacia è ancor più percepibile se si pensa che addirittura la FIGC, che tramite il proprio procuratore federale ha deferito il presidente bianconero, ha parlato di
«processo mediatico alla Juventus» (Michele Uva, alla Commissione antimafia).
Dunque il presidente della Juventus che finalmente si fa sentire anche senza scadere nei toni di un De Laurentiis qualsiasi. Tutto bello, tutto giusto? Sì, bello e giusto. Allo stesso tempo
è tutto molto amaro se si pensa che nel 2006 ed anche in seguito, quando ha assunto la presidenza, sarebbe bastato dispiegare a favore della Juventus la stessa primaria energica difesa mediatica che Andrea Agnelli ha accennato per sé stesso.La nostra pagina facebook
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