Timori per nuovi atti di violenza e prevaricazione verso tifosi bianconeri in avvicinamento “privato” a Napoli, poiché gli speronamenti dei pullman dei Club non potrebbero essere possibili per divieto prefettizio, ma anche paura per la ripetizione e l’ingravescenza di attacchi di commando vandalici al pullman bianconero. Vista la devastazione dei bagni dello Stadium, si teme, dal pubblico partenopeo, l’utilizzo delle macerie risultanti come proiettili da gettare in campo. E giacché da tale devastazione deriva il divieto prefettizio di recarsi al San Paolo per i tifosi bianconeri organizzati, sono proprio curioso di sapere se lo spazio dello stadio riservato agli ospiti sarà lasciato chiuso, o saranno stati venduti biglietti “casalinghi” anche per tale zona, con doppio danno per la Juventus e i suoi sostenitori.
Dimentico qualcosa? Sì. Non vorrei essere nei panni dell’arbitro designato, cui tutti tireranno di qua e di là la giacchetta per dirgli, raccomandargli, rammentargli, se nel caso etc... Tirate di giacchetta ufficiali, ufficiose, giornalistiche e di prefiche con barbetta da tribuna VIP. Speriamo che quel pover’uomo dell’arbitro sia messo a suo agio dal comportamento sportivo dei ventidue in campo e da quello rispettoso di tutti i panchinari. Che non ci siano episodi da moviola che Cesari possa interpretare a favore del suo datore di lavo… ah, già, ma il Milan non gioca. Intanto, a prevenire le usuali, speciose, cervellotiche e prevedibili esternazioni auriemmatiche, ricordo una gara del 23 marzo 1947. Della serie: meno male, poi, che siamo noi a rubare…
Grande partita, settant’anni fa, al “Vomero” di Napoli tra partenopei e bianconeri. I nostri eroi, allenati da Renato Cesarini, in campo in formazione abbastanza rimaneggiata, erano Sentimenti IV, Vicich, Magni; Depetrini, Parola, Locatelli; Sentimenti III, Vycpalek, Piola, Candiani, Korostelev. Rocambolesco andamento della gara per un salomonico tre pari finale: subito avanti il Napoli con Santamaria, al 10°, con Candiani che pareggia dopo due minuti dall’inizio del secondo tempo. Vantaggio Juve al 61° con Cesto Vycpalek, ma il Napoli pareggia dopo tre soli minuti con Busani. Nemmeno un minuto e il Napoli è ancora in vantaggio con Di Benedetti, ma al 68° Candiani sancisce il definitivo tre a tre su calcio di rigore. L’Auriemma di turno potrebbe dire: “Seeeh, il solito rigore, sempre la stessa storia!”. Giusto! Infatti, le cronache riferiscono di un arbitraggio “molto discutibile” del Signor Galeati di Bologna. Ma purtroppo per i Varriali d’ordinanza, il “molto discutibile” è riferito all’espulsione dello juventino Locatelli al 65° e a ben due reti annullate ai bianconeri. Non risultano particolari incidenti tra i tifosi, né devastazioni delle strutture interne ed esterne allo stadio da parte dei sostenitori bianconeri, che avrebbero potuto avere qualche motivo di risentimento. In campo, oltre alle vibrate proteste da parte dei bianconeri, quasi niente da segnalare tra i calciatori, anche perché, nel Napoli c’era un terzo fratello Sentimenti, in effetti, cronologicamente, il secondo, Arnaldo. Lucidio (IV) e Vittorio (III) i nomi dei Sentimenti che quel pomeriggio indossavano il bianconero.
PS. Mamma e babbo Sentimenti, forse erano in vena di scherzi quando all’ultimo nato dei loro figli, lui pure calciatore, imposero il nome di Primo a quello che sugli almanacchi è ricordato come Sentimenti V. Perdonate la divagazione.
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