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          GLI ARTICOLI DI GLMDJ
Calcio giocato di N. REDAZIONE del 12/05/2017 09:24:46
La folle corsa delle azioni della Juventus

 

Da Crazeology

Da circa sei mesi c’è un particolare fenomeno che si sta verificando nel mercato borsistico, ed è la costante crescita del valore delle azioni della Juventus. E non solo, ma il volume degli scambi è enorme (si muovono costantemente milioni di titoli, tanto per essere chiari).

Ma, cominciamo dall’inizio. La situazione attuale del club è nota a tutti; il bilancio finalmente è tornato ad essere in ordine, il fatturato ha sfondato il tetto dei 400 milioni, la Juventus avrà per la prossima stagione un nuovo logo (per molti bruttarello, a dire il vero) concepito con lo scopo di conquistare il mercato asiatico, da luglio 2017 a febbraio 2018 verrà portato a termine totalmente il progetto “Continassa / J-Village” (campi d’allenamento, Media Center, Sede sociale, Scuola, Hotel, Concept Store, ecc), la squadra è tornata ai vertici europei (con tutto quello che vuol dire a livello di introiti), e via così. C’è anche la seria possibilità che possa essere elargito un dividendo agli azionisti.

Eppure, secondo alcuni osservatori e investitori, tutto ciò non è abbastanza per giustificare ciò che sta accadendo attorno al titolo. Vi sono infatti molte teorie e ricostruzioni (fantasiose e non), sul possibile nuovo ingresso di un nuovo grosso investitore (ricordiamo che Exor attualmente è al 63% - ndr.). In realtà, già prima della scorsa estate Lindsell Train LTD (fondo d’investimento britannico, che vede nel nome i due cognomi dei fondatori della società e non un colosso del trasporto su binari) ha raddoppiato la sua quota di partecipazione in Juventus, passando dal 5,2% al 10,1%. Dunque, un grosso socio Exor lo ha già dentro Juventus. E tra le altre cose, molti altri osservatori fanno notare, giustamente, che la specializzazione di questo tipo di fondi è proprio quella della gestione di mandati di investimento per conto di grossi clienti (istituzionali e non), simili proprio alle realtà come quella degli Agnelli e al loro impero industriale, ora molto più che in passato, sempre più proiettato su una sfera internazionale.
E questo non fa che alimentare ipotesi su ipotesi. Allo stato dell’arte dunque, a spanne possiamo dire che esiste un "flottante", ossia un bacino di azioni realmente sul mercato e non ferme, di un 25% circa, che in questi mesi sul mercato azionario ha visto aumentare vertiginosamente il valore, o meglio, la sua appetibilità.

In tutto ciò, non vanno nemmeno dimenticate le vicende calcistiche e societarie della città di Milano, in particolare quella del Milan (che in teoria varrebbe una cifra che è poco lontana dal miliardo di euro). Di rimbalzo infatti, secondo molti altri osservatori ancora, la realtà della situazione bianconera è che per troppo tempo il valore del titolo Juventus è stato sottostimato e che in questo particolare ed eccezionale momento storico finalmente il mercato, semplicemente, spontaneamente, autonomamente lo sta riprezzando, anche, forse, alla luce delle valutazioni recenti date a Milan e Inter; insomma, movimenti fisiologici atti ad allineare il valore del titolo su quotazioni più realistiche e attuali.

Eppure non è finita qui, perché le teorie e le riflessioni non si fermano. Molti tifosi ancora ricordano la conferenza stampa di insediamento di Andrea Agnelli, che fece capire che c'era la volontà di creare una Juve lontana da Exor (il video di quella conferenza stampa non sembrerebbe più reperibile su internet).
Solo che non si è mai capito se Agnelli intendesse un distacco vero e proprio, o un distacco "virtuale" dato dal fatto che una Juve autonoma e forte possa non aver più bisogno delle ingerenze (buone e cattive) di Exor. Quindi, una Juve sempre legata ad Exor, ma perfettamente in grado di camminare sulle sue gambe mantenendo un livello di competitività altissimo. Fatto sta che oggi lo sponsor che si legge sulla maglia è “Jeep”, quindi il distacco non solo non è avvenuto, ma se c’è stato un movimento è stato in direzione opposta.

Detto questo, dagli ultimi dati ufficiali disponibili, Exor e Lindsell Train non hanno aumentato le loro quote di partecipazione negli ultimi mesi, ma il mercato ribolle come mai era accaduto prima. A queste condizioni è fin troppo facile pensare che potrebbe esserci qualche nuovo investitore che sta rastrellando azioni e che presto si paleserà, ma è anche vero che, visto il volume dei movimenti che va avanti da diversi mesi ormai (regolamenti e leggi alla mano) costui avrebbe già dovuto comunicarlo alla Consob da un bel pezzo. Idem varrebbe se fosse Exor stessa, attraverso società terze, a rastrellare azioni con lo scopo di rafforzare ancora di più la presenza in Juventus, o per effettuare un futuro “delisting”, ossia la rimozione del titolo azionario dal mercato su cui è quotato.

E’ una situazione su cui, fatti salvi gli spifferi e le voci di corridoio incontrollate, si potrebbe riflettere e argomentare per ore e ore senza venire a capo di nulla di certo. Ci sono solo due certezze, ad oggi. La prima è che non si è presentato, per ora, nessun nuovo investitore/socio.
La seconda è che il titolo continua a correre, a tutta birra, almeno quanto la squadra fa sul campo. Per tutto il resto, chi vivrà vedrà.

Note:
Questo articolo è pubblicato anche a pg. 6 del Freepress JuveToro, anno VI, n.22, del 09 maggio 2017. Puoi scaricare e salvare gratuitamente l'ultimo numero, cliccando sul tasto rosso in basso, nella pagina che si apre cliccando qui: LINK

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