Di Crazeology E’ tornata di moda, in questo periodo di fine campionato, la celebre frase provocante/provocatoria stampata su una maglietta passata alla storia per essere stata indossata dalla cantante Madonna in un video degli anni 80, che recitava “Italians do it better” (gli italiani lo fanno meglio).
Ed è ritornata di moda su media e social, e riconvertita nel suo utilizzo, grazie agli allenatori italiani che stanno facendo cose buone in giro per il mondo.
Lo scorso anno, la sorpresona del Leicester di Claudio Ranieri che ha vinto al primo colpo la Premiere League, (venuto solo qualche anno dopo il titolo vinto con il Manchester City da Roberto Mancini). Quest’anno, il titolo è passato al Chelsea di Antonio Conte al primo colpo, per la felicità del proprietario Abramovic (che invece quando Roberto Di Matteo vinse FA Cup e Champions League nel 2012, pare fosse contento, ma sorpreso, e non del tutto convinto delle qualità dell’allenatore in questione). Anche in Bundesliga, in quel di Germania, Carlo Ancelotti ha vinto il titolo al primo colpo con la corazzata Bayern di Monaco che ha stradominato per tutta la stagione (ma anche solo un paio di anni prima, nel suo periodo Real Madrid, Carlo si è decisamente fatto valere vincendo trofei nazionali e internazionali, compresi Champions League e mondiale per club). E anche colui che fu il vice di Conte nel periodo sulla panchina bianconera, ossia Massimo Carrera, da poco si è tolto una grande soddisfazione in Russia, riportando lo Spartak Mosca al titolo dopo ben 16 anni di digiuno.
Per non farci mancare nulla, volendo, come contorno, si può mettere nel conto anche le buone cose che stanno facendo in campionati minori l'Honved di Marco Rossi in Ungheria, e lo Sheriff Tiraspol di Roberto Bordin nel campionato moldavo.
A dire la verità ormai è da molto tempo che gli allenatori italiani hanno cominciato a muoversi in ambiti non solo più nazionali (ricordiamo in passati più lontani Gianluca Vialli, Giovanni Trapattoni, Fabio Capello, Luciano Spalletti, ecc), e alcuni di loro hanno vinto titoli importanti, ma questo forse è il primo anno in cui la storica scuola italiana degli allenatori si è fatta notare a livello internazionale come mai prima. All’appello di questo fine stagione ormai manca solo Max Allegri, che per consacrarsi oltre patria deve provare a conquistare un grosso trofeo internazionale, perché in patria ha già un discreto curriculum.
Ma comunque vada la finale di Champions League del 3 giugno 2017, da giocarsi a Cardiff contro il Real Madrid, possiamo ugualmente dire che forse non è dato sapere con certezza se “gli italiani lo fanno meglio”, ma di sicuro gli italiani si stanno facendo valere. E non poco. L’unica vera differenza sta nelle nostre emozioni, perché per gli ex Juve, ma Juventini anche nel cuore, generalmente siamo molto molto più contenti. Nevvéro?
Note :
- Una versione ridotta di questo articolo è pubblicata anche a pg. 12 del Freepress cartaceo JUVETORO, n. 24, anno VI, del 21-05-2017. Per scaricare e salvare gratuitamente una copia in pdf del giornale, clicca sul tasto rosso in basso nella pagina che si apre cliccando qui:
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