La gara è Juventus-Cagliari, anticipo della prima giornata di campionato alle 18:00 di sabato 19 agosto. Al minuto trentasei, sul risultato di uno a zero, si assiste al primo intervento del VAR, il Video Assistant Referee, nel campionato italiano. C’è un fallo in area d’Alex Sandro su Cop, un pestone proprio sul piede che copre il pallone. Parrebbe un rigore netto, a vederlo in diretta televisiva, ma l’arbitro Maresca di Napoli lascia correre, con il pallone che nel frattempo termina in angolo. Il Cagliari, dopo richieste per il vero molto limitate e nell’ambito della correttezza, è pronto a battere il corner dalla sinistra di Buffon, quando Valeri, l’arbitro del VAR, che nel frattempo ha selezionato il filmato migliore dell’episodio, per radio chiama Maresca. Senza sospendere il tempo cronometrico della gara, Maresca fa con le dita il gesto del monitor e corre a metà campo, vede il filmato, torna di corsa verso l’area di rigore, ripete il gesto del monitor e indica il dischetto del rigore. In tutto, molto meno di quel minuto che sarà recuperato alla fine del primo tempo. Farias sistema la palla sul dischetto, prende la rincorsa, fa due o tre finte per spiazzare Buffon, che però lo ipnotizza e ribatte il tiro. Il risultato resta quell’uno a zero siglato in girata da Mandzukic su perfetto cross dalla trequarti di Lichtsteiner.
Alle 18:37 del 19 agosto 2017, la famosa moviola in campo per cui tanto si era battuto Biscardi, fa la sua apparizione nel campionato italiano, dopo essere in uso da anni, con soddisfazione unanime, nell’NBA americano.
E’ chiaro che, pur nella molte inquadrature disponibili, non è detto che il VAR sia sempre dirimente in casi dubbi e comunque, almeno col regolamento attuale, è l’arbitro che decide di avvalersene o meno: chiedere all’arbitro di consultare il VAR equivale a ricevere il cartellino giallo.
La partita è poi proseguita con la rete in contropiede di Dybala e il diagonale di Higuain che hanno fissato il risultato sul tre a zero finale. Il VAR ha anche “vegliato” sulla regolarità della rete di Dybala, accusato dai rossoblu di aver portato avanti la palla col braccio, mentre pareva palese l’avesse fatto col petto: Valeri non ha segnalato nulla a Maresca, ergo il gol non era viziato da fallo di mano. Facciamo allora chiarezza su quando il VAR può essere utilizzato. In questa stagione sperimentale, fermo restando che solo l’arbitro che può decidere di ricorrervi e solo lui a valuta il filmato che gli è proposto, i casi d’utilizzo del VAR sono quattro: rigore con rigore, valutazione della dinamica di una rete (ma non se l’azione sia nata da un a rimessa laterale invertita o da un calcio d’angolo inesistente), falli da espulsione diretta (non per le semplici ammonizioni), dirimere su scambi di persona.
Al momento che scrivo, parrebbe evidente che le prefiche prezzolate, i pennivendoli, i giornalistucoli trombati che devono la propria visibilità ai social networks, per mantenere quella visibilità che consente loro di mangiare alla greppia di coloro che adulano e servono, dovranno salire ancora più in alto su quegli specchi su cui da anni sono bravissimi ad arrampicarsi.
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