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Calcio giocato di N. REDAZIONE del 15/09/2017 08:36:05
Siamo davvero più normali degli altri?

 

Di Dino Pavan

Le due partite della Nazionale contro Spagna ed Israele hanno riacceso il dibattito sul valore del nostro calcio.

Il Ct Ventura ha in pratica definito gli spagnoli come extraterrestri al di fuori della nostra portata.
Buona parte dell’informazione ha invece attaccato l’allenatore, ritenendo evidentemente migliore il materiale a disposizione ed una sua colpa l’avere dissipato la supremazia dimostrata dalla vittoria negli scorsi Europei in Francia. Si è persino tirato in ballo il deficit di condizione atletica che ci avrebbe visto svantaggiati a fronte di non ho capito quali determinanti diversità nell’aver cominciato la stagione agonistica con tre/quattro giorni di differenza.

Io penso che Ventura sia in un posto più grande di lui, ma con giocatori spacciati dal battage mediatico per molto, molto migliori di quello che sono.
Funziona ancora, evidentemente, per alimentare l’interesse interno verso il nostro campionato e vendere giornali e abbonamenti alle pay-tv, ma, come purtroppo sappiamo bene anche noi, prima o poi al di là del confine la verità viene a galla. Non vedo fuoriclasse in Nazionale e, forse esagero un po’, chissà neanche se ce ne sono cinque in tutta la serie A.
Non trovo però nemmeno giusto che passi sotto silenzio o quasi il fatto che, dopo Francia 2016, sia bastato così poco tempo per tornare a parlare della Nazionale e del calcio italiano nei termini in cui si faceva in seguito al disastro della spedizione Prandellian-Cassan-Balotelliana in Brasile.
Sembra che la situazione sia continuativamente la stessa da quattro anni a questa parte.
Non è vero.

C’è stato recentemente un periodo in cui la Nazionale aveva veramente ridato entusiasmo ai tifosi. L’aveva fatto attraverso il lavoro e quindi il gioco espresso, l’attaccamento alla maglia dimostrato e i risultati. Perché d’accordo che l’Europeo non l’abbiamo vinto, ma la Spagna l’abbiamo davvero sconfitta e la Germania che ci ha battuto, ai rigori, ancora ringrazia Pellè e Zaza.
Pur di non ammettere quale sia la differenza tra il prima e il dopo, si parla di tutto e di tutti, ma un nome non si fa mai: Antonio Conte. Perché è antipatico? Io non credo sia il motivo principale, ma il risultato principale del vero motivo.

Io credo sia come per Marcello Lippi, a cui non hanno mai perdonato di venire identificato con la Juve e forse neanche di aver vinto quel Mondiale, cui non volevano nemmeno partecipasse, sbattendo in faccia anche lui la verità agli invidiosi e facendolo ancora una volta sul campo.
Peccato, perché sarà un caso, ma ogni volta che la nazionale brilla, c'è in qualche modo la Juventus di mezzo.

Persino con Sacchi nel '94, se non ci fosse stato Baggio che lo tirò giù dall'aereo, e dicasi Baggio, che forse la nostra aria la respirava mal volentieri ma ne era contagiato, sarebbe stata una delle spedizioni più fallimentari di sempre, considerata la nostra rosa e il valore degli avversari. Vinse un Brasile meno che normale, perché il dio dell' umiltè volle dimostrare di essere Superman e si dimenticò in panchina Signori e Zola, evidentemente oscurati dalla grandezza di Massaro.
Questa volta mi sembra ci si stia dimenticando che in panchina c’è stato un signore di nome Antonio Conte, che forse miracoli non ne fa, non è un extraterrestre, ma sembra specializzato a dare dignità, orgoglio ed onori anche a chi non perde occasione per sminuirne i meriti. Ha fatto cose così normali da essere dimenticato in talmente poco tempo?

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