Di Crazeology Prima i fatti (confusi). Dalle diverse inchieste degli ultimi mesi (sia in sede penale che in sede sportiva) si è appurato che negli anni scorsi la Juventus ha concesso un numero di biglietti più elevato del consentito ad alcuni capi ultras, con lo scopo di tenere buona la tifoseria. Tutto ciò è avvenuto davvero, ed è stato vivamente consigliato dalla Digos. Agnelli e la Juventus hanno ammesso di averlo fatto. Con questo comportamento è stato, di fatto, agevolato il bagarinaggio? Può anche essere, ma di certo è stato un comportamento frutto di mille problematiche di sistema e di un forte stato di necessità di ordine superiore e molto diffuso in tutti gli stadi dello stivale.
I soliti giornali mediocri d’Italy (quelli che ormai persino i pesci al mercato si rifiutano di esserci incartati dentro post mortem) si sono divertiti a metterci in mezzo la 'ndrangheta. Infatti, un Tizio incensurato appartenente alla tifoseria di cui sopra, parrebbe avere dei legami con la malavita organizzata calabrese.
Il procuratore federale Pecoraro poi, davanti alla Commissione Parlamentare Antimafia, mesi fa ha preso uno scivolone gravissimo citando una prova risultata fin da subito inesistente. Ovviamente però non è stato allontanato dalla sua carica, come avrebbe dovuto succedere in un paese civile. La canzone insomma è sempre la stessa: i soliti personaggi discutibili e i soliti pasticci all’italiana. Morale della favola, arriva il processo sportivo di primo grado e arrivano le condanne: un anno di inibizione ad Andrea Agnelli e 300.000 euro di multa alla Juventus. Pecoraro voleva una pena più dura e ha già annunciato che farà ricorso. Fine dei fatti.
Adesso alcuni quesiti esistenziali. Aspettando il secondo grado di giudizio (appello), tocca farsi alcune domande stupidotte in libertà.
- Chi gli racconta ora alla Digos e agli enti competenti preposti dallo Stato alla tutela della sicurezza che, con un atto ufficiale, il calcio italiano ha stabilito che loro e i relativi “consigli” contano meno di zero e sono, di fatto, illegittimi? E che se qualcuno per caso li segue viene, o può venire, condannato? Gentiloni e il Parlamento Italico cosa hanno da dire a riguardo? Sempre nel solito sonno profondo? Driiiiiin! Sveglia!
- La giustizia sportiva ora condannerà anche tutti gli altri presidenti di serie A e B, oppure, visto che le loro squadre non hanno la J nel nome, allora hanno diritto di fare qualunque cosa senza nessun controllo e senza correre alcun rischio? (La risposta è insita nella domanda).
- Il dottor Agnelli, sempre attento a che tutti i tifosi abbiano un senso critico dormiente, che cosa ha imparato da tutto questo? Ha ancora senso dialogare e sperare, per l’ennesima volta, nella redenzione morale di un sistema calcio che odia la Juventus e che non perde mai occasione per dimostrarlo?
- L’ingegnere Elkann cosa ha da dire riguardo a questa condanna? Da che parte sta? Ne è felice o dispiaciuto? Continua ad avere senso sponsorizzare, attraverso il marchio FIAT, un baraccone zozzo che dovrebbe essere chiuso e raso al suolo da almeno 20 anni, o perlomeno da 11? Calciopoli infatti noi tifosi non ce la siamo ancora dimenticata… Quante altre ne dovremo ancora vedere e sopportare?
Conclusioni su questa ennesima barzelletta triste (dove si ride amaro insomma). In fondo tutto è come sempre.
Chi con questa vicenda aveva come obbiettivo vero quello di infangare, ancora una volta, la Juventus, ci è nuovamente riuscito.
Ne esce male la giustizia sportiva che, come al solito, non ha nulla a che fare con la giustizia. Ne escono malissimo i gruppi ultras perché, anche se seguono ininterrottamente la Juve da decenni con grande affetto, spesso sono protagonisti in negativo della vita del club. Bisogna ammetterlo.
Il calcio italiano nel complesso, come d’abitudine consolidata, si è distinto di nuovo per essere completamente sbilenco, autoreferenziale, sporco quanto basta, falso, ottuso, pieno di pericolose combriccole, moralmente corrotto e indigeribile. Somiglia sempre di più ad una sorta di wc, pieno, dove “stranamente” non si riesce mai a trovare qualcuno che ha il “coraggio” e la “voglia” (o ad essere cattivi, meglio dire la “convenienza”) di tirare lo sciacquone per mandare tutto lo schifo dove merita.
NOTE
Questo articolo è anche pubblicato sul freepress cartaceo JUVETORO del 27-09-2017, a pg. 10.
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