Credo che sinceramente nessuno sentisse la mancanza di una nuova, velata polemica a distanza fra i vertici della Juventus ed il suo ex allenatore Antonio Conte, ma, emulo del cugino più alto in grado che si infilò in una situazione ben più ridicola accusando Conte di voler battere tutti i record di infortuni in nazionale, Andrea Agnelli ha ringraziato l'attuale tecnico Allegri per quanto fatto negli ultimi tre anni e per "
aver proseguito un lavoro che qualcuno riteneva concluso". Pronta la replica del "qualcuno" in menzione, che ha parlato di mancanza di riconoscenza e di maturità.
La cosa in sé è di una noia mortale, perché si riferisce a fatti avvenuti più di tre anni fa, però nel contesto juventino, un contesto stravolto e rivoluzionato da ben tredici anni
* di "golpe" farsopolaro, scopre sempre il nervo, sia di chi ha ancora nel cuore Antonio Conte, sia di chi ha deciso di odiarlo. Chi scrive fa parte della prima schiera; è doveroso pubblicarlo. Ma chi scrive ha anche ben presente che le vicende riguardanti la Juve, le dinamiche interne fra i suoi dipendenti e la proprietà, hanno sempre quell'alone di mistero che diventa insopportabile alla luce di quanto successo nel maggio 2006. Per questo ogni qual volta avvenga un fatto "inspiegabile", "traumatico", che può in qualsivoglia modo arrecare un danno alla società sente la necessità, anche a distanza di anni, di avere chiarezza. E sull'addio consensuale, concordato, fra Conte e la Juventus di chiarezza, ad oggi, non ce n'è mai stata, per primo da parte della società, che mise Conte davanti ad una telecamera fissa a rilasciare una dichiarazione in video da solo, senza uno straccio di dirigente a chiarire le posizioni della società, un video che richiamava il Cocciolone della guerra del golfo, più che un allenatore di calcio.
Immediatamente la grande maggioranza del tifo prese le parti della società, bollando il tecnico con epiteti più o meno fantasiosi, più o meno offensivi, senza chiedersi mai "perché?". Un dejavù in tono minore della Farsa. Fu chiamato Schettino e sinceramente sarei curioso di chiedere a chi si inventò questo parallelo cosa abbia nel cervello, visto che Schettino, quello vero, comandava uno splendido transatlantico, fra i più belli del mondo, ed a causa di suoi ordini demenziali lo fece affondare, abbandonandolo alla sua sorte, mentre Conte comandò per tre anni un transatlantico altrettanto stupefacente, ma che egli aveva recuperato marcio e distrutto dai fondali alti e sabbiosi della Farsa per riportarlo all'antica gloria e scese dalla plancia di comando col transatlantico perfettamente funzionante, in linea di galleggiamento e pronto a nuove imprese.
E gli chiederei anche se non gli risultasse strano il fatto che durante quei primi giorni di luglio Conte avesse già portato Morata a Torino, è storia nota e risaputa, per cui le ricostruzioni che lo vogliono traditore, Schettino che abbandona il mitologico "carro" poco prima dell'inizio della stagione o l'immagine del depresso esaurito che non crede più al progetto ed ai suoi giocatori non siano solo buffonate di buffoni. Gli chiederei se per lui non avesse senso, per avere chiarezza e per capire chi abbandonò chi e perché, che la Juventus, Società per Azioni, mostrasse il contratto di Allegri, per intero, precontratto compreso, e senza omissis di nessun genere, così, tanto per dare un'occhiata alle date... Perché ad aprile 2014 già circolavano voci robuste su Allegri nuovo tecnico della Juve; basta avere voglia e pazienza di andarsele a cercare su internet. Gli chiederei se non abbia mai avuto il dubbio che la "colpa" di Conte non sia stata quella di avere un cervello suo, uno spirito libero e di non essere la personale Ambra Angiolini di Boncompagni/Albanese. Gli chiederei se non pensasse, come pensa chi scrive, che "il lavoro" a cui si riferisce il presidente della Juventus fosse veramente finito; finito nel momento in cui il suddetto presidente/proprietario dichiara che "l'Italia è la nostra arena principale", che "il primo obiettivo è vincere scudetto, il settimo di fila, e coppa Italia", che "l'obiettivo realistico (in Europa) è quello di arrivare ai quarti di CL". Gli chiederei se secondo lui il lavoro di un tecnico che dichiara da sempre "voglio vincere la CL e prima o poi ci riuscirò" non finisca nel momento in cui il suo presidente enuncia quelle frasi.
Ed allora, tre anni fa, l'obiettivo era stato il "terzo di fila, mai vinto dalla Juve nel dopoguerra", mentre oggi siamo a desiderare il settimo di fila, ma ancora i quarti di Champions' League... Gli chiederei anche se secondo lui non ci sia il dubbio che a tre anni di distanza l'ironia e il sarcasmo del suo presidente non siano conseguenti soltanto al fatto che quel "qualcuno" gli fece cadere una o più foglie di fico a coprirgli le pudenda... E questo è quanto. Chi sgarra paga, come pagarono prima di lui Moggi, Bettega e Giraudo. Che poi può anche essere una filosofia giusta, basta che quando la si applica lo si faccia con chiarezza e magari senza distruggere il club, come avvenne undici anni fa; che poi, a ben vedere,
la cosa assurda è che Conte fu una grande intuizione dello stesso Agnelli, perché Marotta avrebbe voluto proseguire con Delneri. Tanto assurda quanto la presunta "strenua difesa" di Conte in sede di processo sportivo, assurda quanto chi va sostenendo, Vaciago in testa, questa tesi, perché quando Pippo Carobbio iniziò a parlare, a comando, Agnelli, scaricò Conte con uno strenuo ..."patteggia", dopo aver cianciato a vanvera di "sterilizzazioni" e "caschi blu". E chi non crede che la vicenda di Conte sia legata al voler far pagare ad Agnelli quelle intemerate parole secondo me ha ricordi parziali di questi anni e le idee poco chiare.
Per cui, per finire, chiederei all'inventore dello "Schettino", che non credo abbia ben presente chi siano gli Schettino alla Juve, se prima di insultare gli juventini che hanno ancora nel cuore Antonio Conte al grido di "Contiani! Vedove!" egli più che juventino non si senta un "societario", un "agnelliano", uno che confonde 120 anni di storia della Juventus, iniziata ben prima degli Agnelli, con un giovin signore di una quarantina d'anni e, peggio ancora, con suo cugino, il vero padrone del vapore. Perché fra le due l'offesa peggiore sarebbe la seconda, non certo la prima...
*P.S.: per chi si chiedesse il motivo dei "tredici anni dal golpe" e non undici, si vada a rivedere la data in cui "qualcuno" fu folgorato sulla via di Marrakech dalle doti manageriali di "qualcun altro" ...
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