Ho avuto la fortuna di guardare solo settanta minuti di Svezia-Italia, ho visto il quasi nulla contro il meno che niente. Ha vinto il quasi nulla.
Molti addetti ai lavori sembrano aver scoperto l'inconsistenza della Nazionale azzurra col 3-0 subito dalla Spagna. Fino alla partita di Madrid si leggeva ancora di andare in terra iberica e fare la partita della vita, come se ci fossero presupposti tecnici e agonistici che potessero suffragare quella speranza. La realtà è che lo scontro diretto con le furie rosse ha scoperto il bluff di chi in mano non ha carte per stare al tavolo da gioco.
Da martedì ci sarà tempo e forse, se in Russia ci andranno gli svedesi, anche l'esigenza di trovare responsabilità e colpe di una disfatta che già da adesso a me pare evidente. Ci sono o non ci sono i giocatori e perché; c'è o non c'è la forma e perché; c'è o non c'è agonismo e identità di squadra e per "merito" di chi o di cosa. Questi ed altri interrogativi saranno affrontati con diversa urgenza a seconda del risultato di San Siro.
La sintesi di tutto ciò però è ben espressa da alcuni messaggi postati sulle nostre pagine social:
qualificati o meno per i Mondiali, sarebbe il caso già da martedì di cambiare la guida tecnica della Nazionale italiana.
Considerazione finale: la mancata qualificazione ai mondiali sarebbe la giusta conseguenza per un movimento che da almeno dodici anni si è speso più per distruggere una squadra che rappresentava la propria
elite calcistica che per migliorarsi costruendo. Calciopoli e procedimenti figli della stessa politica stanno forse presentando il conto?
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