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          GLI ARTICOLI DI GLMDJ
Attualità di F. FILIPPIN del 15/11/2017 10:51:31
Ma dove volete che vadano....

 

Questo pezzo doveva intitolarsi “e non se ne vogliono andare”, ma è una espressione abusata e che forse, non rende nemmeno giustizia alla vicenda.

Siamo seri...
Stiamo parlando di un tecnico di anni 69, che ha nel suo palmares (se così vogliamo chiamarlo, visto che è completamente spoglio) come unico trionfo in carriera un campionato di C1, quando questa ancora esisteva (stagione 95/96: sì, oltre vent'anni fa).
Da allora solo piazzamenti (molti nelle serie minori), qualche esonero, e una promozione dalla B (ma da secondo in classifica, non si dica, quindi, che “ha vinto il campionato”).
Chi di voi, in una situazione del genere, rinuncerebbe al jolly pescato con il milionario contratto con la FIGC? Nessuno, ovviamente.

Ventura attenderà una formula conveniente (che senso avrebbe sennò rispondere “devo parlare con la federazione” alla domanda sulle sue dimissioni?): la classica risoluzione consensuale che altro non vuol dire che “ricca buonauscita”, come se non bastasse lo stipendio già percepito in queste due stagioni scarse, potendosi accasare per la prossima stagione in qualche squadra coraggiosa, pronta ad offrirgli qualche panchina ”secondaria” e senza troppe pretese.

E l'altro? Tavecchio Carlo, classe (non è acqua...) 1943, quindi anni 74, età in cui, Fornero o no, si è già in pensione da un pezzo e di cui, probabilmente, neppure occorre ripercorrere le “gesta” di questi anni e i “risultati” ottenuti, tra cui spicca un incomprensibile endorsement da parte del presidente della Juventus, che lo considera “una garanzia per le riforme”, che stiamo ancora tutti aspettando.
E lo stesso potrebbe dirsi di tutta una fila di “professionisti” che difficilmente, visti i risultati, potrebbero trovare nell'immediato altra sistemazione, a parità di condizioni.

Diciamocelo chiaramente: di voglia di cambiare ce ne è poca, se non nessuna.
“Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi”, diceva, ne Il Gattopardo, Tancredi, nipote del Principe di Salina.
Aspettiamoci, quindi, grandi cambiamenti apparenti in attesa che le acque si calmino, poltrone girevoli con turnazione dei ruoli tra le solite facce note e zero modifiche concrete (su vivai, campionati, stadi), se non qualche “botta” ben assestata alla solita “vera” colpevole dello scempio tecnico, quella che “compra un talento come Bernardeschi per farlo stare in panchina”.

E in quest'ottica vedrete che ci aspetterà qualche sorpresa, oltre a quelle già annunciate, in sede di distribuzione dei diritti TV, come se livellare verso il basso il livello già patetico del nostro campionato potesse portare qualche beneficio tecnico alla nazionale.

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