Per non ripetere il titolo, invece di “Déjà vu”, volevo titolare “Judy Blue Eyes”, la suite in cui Stephen Stills descrive la sua pena per essere stato abbandonato da Judy “Blue Eyes” Collins. Tale titolo avrebbe voluto rilevare che ci sarebbe da piangere per la disperazione, per la scarsa sportività delle frasi pronunciate da uomini di sport e da uomini che lo sport lo commentano. Meglio attenersi alla matrice psichiatrica del termine, in quel capitolo della psichiatria che concerne l’alterazione dei ricordi.
Inizierei con un’ANSIA (le notizie su
Zeman le danno loro, delle altre notizie sportive si occupa l’ANSA): non ho le parole pronunciate dal boemo, ma dalla dichiarazione del presidente del Pescara si desume una notizia storica. Dice Sebastiani:
«Se questa squadra è scarsa è giusto che si dimetta oggi... Quando le cose vanno bene sono fenomeni gli allenatori, quando le cose vanno male sono i giocatori che non capiscono o il presidente che ha comprato un giocatore sbagliato». Notizia da premio Pulitzer: per la prima volta, il suo immancabile insuccesso da allenatore non è colpa di Moggi, ma del Signor Sebastiani. Una novità epocale per il calcio italiano, seconda per importanza solo a quella volta che Sarri mandò il mazzo di fiori a Mancini.
Come non parlare del
Signor Caressa, uomo dalla fronte spaziosissima e quindi frenologicamente considerato molto intelligente. Costui, commentando Roma-Cagliari (uno a zero al novantaquattresimo), se ne esce con
«La Roma è a 38 punti, a parità di partite sono gli stessi della Juve che domani giocherà male». Dalle mie parti, con la locuzione debitamente tradotta in italiano, si direbbe che il Signor Caressa “ha fatto la pipì fuori dal vaso”, poiché il giorno successivo la Juventus ha fatto polpette del Bologna (tre a zero fuori casa). Spero che il Signor Caressa continui nei suoi pronostici strampalati, dettati da una partigianeria imbarazzante in un giornalista di TV a pagamento.
Altro giornalista misurato ed equanime, purtroppo costretto a menare il torrone per Lazio e Roma, giacché gli danno da mangiare al Messaggero, è
Massimo Caputi. Sul foglio romano, sempre il 18 dicembre, bacchetta come segue i suoi colleghi:
«L'Italia calcistica fin dall'inizio del torneo ha tanta voglia di un duello scudetto Napoli-Juventus e di vedere le milanesi protagoniste. Persa ormai ogni speranza per il Milan, sono tutti talmente concentrati sulle altre tre squadre, al punto che Roma e Lazio sembrano quasi un disturbo. Se ne parla perché è impossibile ignorarle, ma si percepisce la poca convinzione». A parte l’estrema opinabilità della sua dichiarazione, specie della prima parte, ecco una lezione di giornalismo all’amatriciana, una reprimenda a tutti i colleghi che vivono lontani dall’Urbe, e quindi impossibilitati a capire che supercampionati stanno giocando ‘a Lazie e la Rometta. Privi di televisione come sono, questi colleghi sprovveduti le trascurano spocchiosamente. Sono, è chiaro, giornalisti dilettanti e incompetenti e lui, giustamente li bacchetta. Proprio lui, lanciato nel mondo del giornalismo sportivo dalle… mutandine della Parietti a Galagol, un programma altrimenti inutile, poiché il co-conduttore era appunto lui, il Professor Caputi.
Se prima di ogni Juve-Inter che Iddio manda in terra, è riesumato Mister Simoni, prima di ogni Bologna-Juventus siamo costretti a sorbirci le eiaculazioni del Signor
Gazzoni Frascara. Anche stavolta, ha colpito:
«Con la moviola in campo si sarebbe posto un freno agli arbitri, perché calciopoli è stata solo una questione di arbitri: se andavano bene diventavano internazionali. E per andare bene favorivano il potente di turno. Se ci fosse stata allora in quella famosa gara del 2005 (Bologna - Juve 0-1), la partita sarebbe finita probabilmente in pareggio. L'arbitrò infatti fischio contro il Bologna una punizione che non esisteva e che poi portò alla vittoria della Juve. Quella partita aprì la strada alla retrocessione». Ora, tutti (meno Simoni, Frascara e Moratti), tutti, dicevo, sanno che le ammonizioni mirate erano una bufala, che con gli arbitri della “cupola” la Juventus ha fatto meno punti che con gli arbitri “indipendenti”, e che nessuna partita della Juventus è stata truccata, come appurato dalla Giustizia Ordinaria. Allora, se spesso è difficile ragionare con i vecchietti, spazio ai numeri, provenienti dalla mia fonte abituale di consultazione per le statistiche bianconere, Juworld.net: diamo a Cesare quel che è di Cesare! Juventus e Bologna si sono incontrate 176 volte, con 83 vittorie bianconere, 63 pareggi e… ben 30 vittorie felsinee. Durante l’immondo periodo moggiano, su venti gare, ci sono 14 vittorie bianconere, due pareggi e 4 vittorie bolognesi. Allontanata la perfida Triade e ripulito il calcio nostrano, fino ad oggi le due squadre si sono incontrate altre 20 volte, con 14 vittorie Juve, 1 pareggio e 5 vittorie Bologna. Ammesso e non concesso che ci sia stato un “sistema Moggi”, pare evidente che prima, dopo e nonostante la Triade, il destino della gara tra Juventus e Bologna pende nettamente da una parte. E allora: di che di (stra)parla? I vecchietti mi stanno anche simpatici, anche quando sono un po’ rincoglioniti. Ma qui si esagera: ha anche chiamato una figlia Idarica (sic!).
Finirei con una… mancata dichiarazione, anche se non c’entra la Juve. La ciliegina sulla torta la mette l’ineffabile
Ventura, di cui la Federazione, che continua a pagarlo, ci ha risparmiato una comparsata da Fazio (non quello della Roma, che segna gli uno a zero aiutandosi col braccino). Da Fazio (quello vero) ci sarebbe andato, ovviamente, a pagamento. A dire cosa, poi…. Pesetero!
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