La straordinaria prestazione di Wembley è solo una delle tante che Stephan Lichtsteiner ha regalato al popolo bianconero in questi sette anni meravigliosi. Spesso leggo ed ascolto critiche ingenerose verso un giocatore a mio modo di vedere
straordinario, critiche profferite da chi evidentemente ben poco capisce di calcio. Comunque: personalmente non so cosa farà il terzino svizzero al termine della sua carriera, che, visti il ruolo che ricopre e l'età che ha ormai raggiunto le 34 primavere, ormai pare avvicinarsi alla sua degna conclusione, però mi permetto di dargli un consiglio:
che faccia l'allenatore, perché Stephan ha tutte le caratteristiche, ora che è un giocatore, per poter fare il salto gerarchico in panchina in futuro.
Tatticamente è uno dei giocatori più intelligenti e preziosi che la Juventus abbia avuto e non solo in questi ultimi sette anni di vacche grassissime: sa coprire più ruoli su tutta la catena di destra, conosce perfettamente i tempi di inserimento senza palla e i movimenti corretti in entrambe le fasi. La sua gestione tattica del ruolo e nella partita è quella di un giocatore intelligente, accorto, raramente le sue giocate sono fini a se stesse. E' un giocatore "loquace", nel senso che parla sempre, coi compagni, come con l'allenatore e il suo interloquire è sempre volto ad un consiglio, alla richiesta della giocata migliore, del movimento corretto; Lichtsteiner, se un compagno sbaglia un appoggio, non è tipo da urlare "dammela meglio!", ma "dammela in questa maniera!", ovvero quella corretta, ovvero insegnando, non criticando.
Ha grinta, ma non da bullo di periferia, semmai mette a disposizione della squadra questa sua verve, ha la sana "ignoranza" del leader; non è tipo da "gimmefive", da sorrisoni, baci e abbracci, come erano Chiellini e Buffon nel periodo ridanciano pre-Conte, uno a cui Lichtsteiner somiglia molto per carattere in campo. Lichtsteiner, se provocato, ributta in faccia al Totti di turno quel "quattro" beffardo che ci toccò in scherno a Roma. Insomma:
carattere e temperamento sono quelli di un leader bianconero e vanno ad aggiungersi alle doti sopra riportate, doti che ne fanno un potenziale mister.
Detto questo, credo che dovrebbe formarsi, dopo aver preso il patentino, inizialmente come vice di Allegri, o di chi sarà sulla panchina della Juve quando deciderà di appendere le scarpette al chiodo, ammesso ovviamente che quell'ipotetico allenatore sia un vincente ed un maestro per il nostro; poi, come ha fatto Carrera un paio di anni fa, dovrebbe andare a crearsi la necessaria esperienza in un club di livello medio/alto, magari che partecipasse anche alle coppe europee per giungere, in fine,
sulla panchina della Juventus, una volta terminato questo lungo tirocinio.
D'altronde esperienze simili, come quella di Conte alla stessa Juve, quella di Guardiola al Barcellona o quella di Ancelotti al Milan, hanno dimostrato che
l'appartenenza al club conta, che l'appartenenza al club è sempre un valore aggiunto, a parità di talento, e sinceramente faccio fatica a trovare qualcuno, oggi, più juventino di Lichtsteiner e si badi bene: per essere juventino non intendo la frasetta banale "sono tifoso della Juve sin da bambino", di quella mi frega meno di zero, ma
l'attitudine, la volontà e la capacità nel perseguire la vittoria sempre e comunque, accompagnate da una professionalità, in campo e fuori, impeccabile. A presto Mister Lichtsteiner!
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