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          GLI ARTICOLI DI GLMDJ
Attualità di F. FILIPPIN del 05/04/2018 09:07:54
Perdenti fino in fondo

 

Il campionato non è ancora finito ed il vantaggio in classifica è rassicurante fino ad un certo punto, più per lo scarso rendimento attuale del Napoli (5 punti nelle ultime 4 partite, roba da lotta per la salvezza) che non per quello effettivo di una Juve non brillantissima nel gioco e con un calendario ancora impegnativo, fatto di scontri diretti (Napoli, Inter e Roma), e di almeno altre 3 partite di coppa in più rispetto ai partenopei.

Già ora, però, si può affermare con certezza chi tra le due sfidanti, al di là di come andrà a finire, può essere definita “perdente”.
Ci siamo dovuti sorbire per settimane le lamentele di Sarri nei confronti della Lega (che sarebbe ovviamente filojuventina) sul calendario sbilanciato, che avrebbe costretto il Napoli a giocare più volte dopo la Juve.
Sacrilegio: quale sarebbe lo svantaggio non lo si è ancora capito (visto che di solito giocare dopo gli avversari è un vantaggio), le uniche certezze sono che se il Napoli non si fosse fatto più o meno deliberatamente eliminare dalle coppe (ma siamo proprio sicuri che sia uscito volontariamente? Qualche dubbio resta...), uno o due anticipi li avrebbe avuti pure lui e, soprattutto, che alla prima occasione a parti invertite, con la Juventus costretta sabato a giocare per ultima, il risultato è stato lo stesso, con il Napoli pareggiante con le gambe tremolanti e bianconeri (evidentemente per nulla influenzati, se non in senso positivo) vittoriosi.

Ma non basta: la colpa di tutto è stata del Sassuolo che ha giocato la sua partita.
Alla morte, come sostengono i napoletani? Non proprio, visto che con il Napoli attuale basta molto meno; ma anche se fosse stato un match combattuto col coltello fra i denti, va ricordato che il Sassuolo, così come la SPAL che ha fermato la Juve, deve fare punti per garantirsi la salvezza, cosa che ai napoletani non interessa, ma agli emiliani, evidentemente e logicamente, sì.

Sacrilegio numero due: il Sassuolo avrebbe dovuto scansarsi e se non lo ha fatto è stato chiaramente perché da Torino hanno richiesto così, sfruttando il noto ascendente sui neroverdi; stesso ascendente che quindi, per logica, avrebbero avuto i napoletani con la SPAL e col Benevento, che a Torino esibì una delle sue prestazioni migliori in serie A, a differenza di quanto non fece al San Paolo, umiliato per 6-0.
Tutto questo senza contare le dichiarazioni bellicose dei loro presidenti che, sia prima che dopo le partite, hanno espresso una chiara volontà di fermare la Juve per favorire la corsa scudetto del Napoli, come se fosse più importante dell'obiettivo salvezza.
E, giova ricordarlo, senza che di ciò nessun bianconero si sia lamentato, dimostrando, in questo, una evidente superiorità dal punto di vista della cultura sportiva.

Utilizzando la stessa logica perversa, nessuno ci spiega chi abbia chiesto alla Spal, solo la settimana prima, di pareggiare contro di noi, anziché prenderne dai 3 o 4 in su, come differenza di valori in campo avrebbe suggerito.

Con tutta sincerità, ci aspettavamo da Sarri & company qualche spiegazione più convincente e più originale sull'attuale periodo grigio del Napoli, eppure di occasioni ce ne erano: dalla preoccupazione per l'imminente rientro in atmosfera della stazione spaziale cinese (Sassuolo in effetti era in traiettoria), dalle prossime consultazioni del Capo dello Stato per la formazione del nuovo Governo (con le evidenti implicazioni che ciò può avere su Hamsik e compagni) o dalla primavera che avanza con il conseguente cambio del tasso di umidità alle 18:00, che penalizza i giocolieri come Mertens e Koulibaly.

Pare difficile da accettare per qualcuno che non ci è abituato, ma quando sei ai vertici e rappresenti il meglio, tutti vogliono il tuo scalpo, perchè a volte un risultato positivo, anche se estemporaneo, basta per salvare una stagione altrimenti negativa, per campare di rendita stampando magliette celebrative o per raccontare ai nipotini di quella volta che hai battuto i più forti.
Forse, però, è più facile piangere sui punti persi per colpe proprie accusando ora questi ora quegli altri, anzichè rimboccarsi le maniche: ed è proprio questo che distingue i vincenti dai perdenti, al di là dei trofei sollevati a fine stagione.

La verità, in fondo, è sempre la stessa e cioè che se a Napoli utilizzassero meglio tutto il tempo e l'energia che sprecano settimanalmente a lamentarsi e a trovare nuove scuse per lamentarsi ancora, probabilmente lascerebbero per strada qualche punto in meno, al di là degli avversari con il coltello tra i denti (il Sassuolo...) che rischiano ancora di trovare sulla loro strada

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