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          GLI ARTICOLI DI GLMDJ
Attualità di M. LANCIERI del 26/04/2018 14:17:12
E' ora di cambiare

 

Lo scrivo oggi, a quattro giornate di campionato (e a più uno in classifica sopra la seconda) ed una finale di Coppa Italia da giocare: che si vincano per la quarta volta consecutiva i due principali trofei italiani, o che si perda sul più bello tutto, è ora di cambiare.
Ci rimetteremo tanti soldi? Pace. L'errore è stato un rinnovo assurdo ad un allenatore che visibilmente non aveva più nulla da dare alla squadra, dopo il sogno svanito a Cardiff, ma non si può continuare a pagarne le conseguenze anche in futuro. Certo, l'unico dato misurabile in modo assoluto è quello dei risultati, ma anche il Titanic, fino ad un metro prima di incocciare contro l'Iceberg in mezzo all'Atlantico, era la nave più bella e sicura della storia e stava percorrendo una rotta perfetta. Purtroppo, non sempre gli ostacoli, anche i più grandi, sono facili a vedersi e talvolta per effettuare una virata occorre molto coraggio, ma fa parte dei compiti di una dirigenza cogliere i segnali di pericolo in anticipo, così da prendere le dovute contromisure.
Sono convinto che, anche se si decidesse di cambiare tecnico a fine stagione, lo si farebbe con un anno di ritardo, ma se dopo Cardiff, con una doppia vittoria senza storia in Italia ed un cammino eccellente in Champions League, fatta eccezione per una finale tanto disastrosa quanto deprimente, cambiare l'allenatore sarebbe stata una scelta coraggiosa, oggi è evidente che insistere a percorrere questa strada senza uscita sarebbe scellerato.

Attenzione, però, a non trasformare Allegri da "eroe per caso" a "capro espiatorio": così come erano eccessivi gli attestati di gloria che gli venivano riservati fino a pochi giorni fa, anche quando si vincevano partite giocate oggettivamente male e risolte grazie ai colpi di classe di qualche singolo ispirato, sarebbe riduttivo pensare che l'allenatore sia l'unico problema di una squadra costruita alla bell'e meglio, con la sola regola del "cogliere le occasioni", come ammesso candidamente e ripetutamente dallo stesso Marotta.
L'impoverimento del centrocampo rispetto alla prima stagione di Allegri è sotto gli occhi di tutti, ma non si è posto rimedio neppure all'avanzamento di età di tanti senatori, che logicamente stanno pagando dazio all'anagrafe. Anzi, fino a qualche mese fa, si dava per cosa fatta la conferma di Barzagli, a cui la Juve deve certamente tantissimo dal punto di vista sportivo, ma che in questa stagione ha evidenziato tragicamente tutti i limiti di una condizione fisica segnata dagli anni. Come lui, anche il più vecchio Buffon ed il meno attempato (ma quasi trentaquattrenne) Chiellini stanno percorrendo il triste viale del tramonto, in maniera dignitosa ma purtroppo sempre più zoppicante, come pure il guerriero Lichtsteiner, che da due anni inizia la stagione ai margini della rosa, con tanto di umilianti esclusioni dalla lista Champions League, salvo poi ritagliarsi un ruolo determinante per carenza di alternative. Se a tutto questo aggiungiamo la cessione di Bonucci per incompatibilità con l'allenatore, capiamo una delle ragioni per cui la difesa della Juve ha subito addirittura 12 gol in 10 partite di Champions League, contro gli appena 3 subiti nelle 12 partite giocate prima della finale di Cardiff, un anno fa. In pratica, una media gol subiti che è quasi quintuplicata in un anno.

Contro il più implacabile degli avversari, il tempo, come ha operato la società in questi ultimi due anni? Ha comprato Benatia, trentunenne difensore spesso acciaccato, De Sciglio, mediocre terzino che al Milan non combinava niente da anni, complici continui guai fisici (che si stanno ripetendo anche a Torino), e ha preso in prestito Howedes, che lo Shalke 04 ci ha girato con tanto di dichiarazione ufficiale che spiegava come non potessero assicurargli un posto da titolare, come da lui richiesto, viste le condizioni di salute precarie, che infatti lo hanno tenuto fuori anche alla Juve praticamente per tutta la stagione. Ma, visto che la fase difensiva non la fa solo la difesa, si è pensato bene di aggiungere a centrocampo Matuidi, un interditore con grande corsa e pochissima tecnica, probabilmente per dare maggiore sostegno a Pjanic e Kedhira, ai quali non si poteva chiedere troppo in fase di ripiegamento. Il guaio è stato che, avendo poi condito la squadra con una serie di ali/trequartisti che si sono aggiunti a Cuadrado, Dybala e Mandzukic (dirottato definitivamente sulla fascia) e Pjaca (poi ceduto in prestito), è nata l'idea di varare un 4231 che però eliminava la possibilità di fare coesistere i tre centrocampisti citati, se non snaturandone i ruoli. Insomma, è parso che chi faceva il mercato non parlasse con chi poi avrebbe dovuto dare un'identità alla squadra, o perlomeno che non lo ascoltasse. Ma questa è una sensazione che era lecito avere anche in tempi migliori.

Senza volersi addentrare oltre, citando i casi Sturaro (mai stato un fenomeno, ma adesso in condizioni imbarazzanti), Bentancur (da promessa a fantasma), Marchisio (separato in casa), per non parlare di Kedhira, Pjanic e Mandzukic, le cui prestazioni positive in questa stagione si contano sulle dita di una mano, o di Dybala, che nonostante il suo status di capocannoniere della squadra è costantemente nell'occhio del ciclone, dal momento che risulta assente non giustificato a quasi ogni occasione importante, o ancora di Higuain, che vediamo giocare più nella nostra area che in quella avversaria, quel che più ha deluso in questa stagione è la totale assenza di idee che ha contraddistinto le prestazioni dei campioni d'Italia e vicecampioni d'Europa in carica. Raramente si era vista una Juve così povera, demotivata, scarica. Credo che nessuno avrebbe mai potuto immaginare di assistere ad uno scontro diretto in cui il portiere avversario terminasse l'incontro con un "senza voto" in pagella, pur avendo giocato in casa contro una squadra che a Torino storicamente veniva a prendere insaccate memorabili e che nell'ultimo mese aveva dato la chiara idea di essere con il fiato cortissimo.

Ecco perché scrivo ora, indipendentemente da come andrà a finire questa stagione, che è giunto il momento di effettuare una virata consistente. Spero tanto in un ultimo colpo di reni dettato dall'orgoglio di un gruppo che in questi anni ha dimostrato una forza non comune. Poi, però, passiamo al capitolo successivo.

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