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          GLI ARTICOLI DI GLMDJ
Attualità di E. LOFFREDO del 31/05/2018 08:51:20
Napoli antispostiva sparla

 

In queste ultime sette stagioni di vittorie juventine non avevamo mai assistito alla maleducazione sportiva e alla sguaiatezza verbale a cui abbiamo assistito quest'anno. I nostri contendenti, quelli della SSCNapoli, hanno esibito un fairpaly che alimenta e si alimenta di un humus ambientale che fa rabbrividire.

Da subito abbiamo notato la mancanza del riconoscimento della vittoria ai vincitori e tutte le pantomime che radio e giornali napoletani hanno messo in piedi, non ci meravigliamo quindi se in quel di Napoli anche i cosiddetti esponenti migliori della società civile esibiscono una (s)lealtà sportiva destinata a scivolare nelle saittelle [1].

Prendiamo ad esempio il magistrato antimafia Catello Maresca, che interpellato da una radio locale il 23 maggio scorso si è così espresso: «Lo scudetto della Juve è illegale e faccio un ragionamento tecnico-giuridico: se è vero, come si dice, che ci sono state delle violazioni di regole e norme del gioco del calcio, come confermato da qualche arbitro, tale violazione è sanzionata come "illegalità". Per cui se dobbiamo qualificarlo in un modo, lo scudetto vinto dalla Juventus è illegale. Questo è il mio pensiero, ma non si deve andare oltre» (LINK).

Premesso che c'è da aver paura di capitare davanti a un giudice che fa ragionamenti e dissertazioni del genere, cerchiamo di svolgere qualche considerazione di risposta, in attesa che Juventus FC Spa faccia partire qualche querela o esposto contro chi (un magistrato della Repubblica!) l'accusa di fare cose illegali.

Il "ragionamento" tecnico-giuridico - «se è vero, come si dice ...come confermato da qualche arbitro» mi ricorda il Narducci disorientato che portava in tribunale i messaggi dei tifosi della Lazio postati «su uno dei forum più formati della rete». Se questo è il livello argomentativo con il quale i magistrati del centro direzionale muovono le loro indagini, beh, allora c'è da sperare che il prossimo ministro della Giustizia faccia qualcosa (pregando che non sia anche lui tifoso del Napoli!). Insomma l'istinto inquirente di Catello ci pare lo stesso di quello che hanno le capère [2] .

Regole e illegalità - «...ci sono state delle violazioni di regole e norme del gioco del calcio, tale violazione è sanzionata come "illegalità". Per cui se dobbiamo qualificarlo in un modo, lo scudetto vinto dalla Juventus è illegale». Chi glielo ha detto non ci è dato sapere. Il fatto curioso (ma direi tragico) è che il buon Catello non ci dice quali sarebbero state queste violazioni delle regole e delle norme (chissà se conosce le regole del calcio, forse non saprebbe spiegarci neanche la regola del fuorigioco...). In fondo ha sostenuto il suo teorema non portando nessuna prova, fidandosi di una sua personalissima "sensazione". Proprio come faceva Narducci! Deve essere una malsana abitudine locale... Ci auguriamo che almeno per i procedimenti antimafia in aula produca qualche riscontro oggettivo.

Oltre il pensiero niente - A sostegno di queste allegre parole c'è il sottinteso richiamo alla libertà di pensiero. Perché in fondo anche un magistrato è un tifoso e ha diritto di esprimere liberamente che la Juve vince gli scudetti illegalmente. Un diritto che (ripetiamolo) ha fin quando qualcuno da Torino non lo querela.

Infine non poteva mancare un pensiero anche per la VAR «È come attivare le telecamere in un supermercato senza utilizzarle. Bisogna trovare un modo per renderlo neutro, come strumento, senza lasciarlo solo alla disponibilità dell'attivazione degli arbitri, ma anche delle due squadre, come negli altri sport». Su questo il magistrato è arrivato tardi, senza usare il termine "neutro" per dire che la Var è di parte, avevamo già espresso la necessità di lasciare alle squadre un paio di chiamate per tempo (LINK). Maresca avrebbe dovuto però reclamare questa possibilità già dopo il famoso fallo di mano di Mertens a Crotone o dopo lo sgambetto a Maggio da parte di Allan che fruttò il rigore della vittoria alla sua squadra in Udinese-Napoli.

[1]"saittella": in napoletano il tombino verso cui defluiscono le putride acque piovane e apertura dalla quale di tanto in tanto escono i topi di fogna.

[2] "capèra": nella tradizione partenopea donna che curava le pettinature femminili a domicilio, attività durante la quale recepiva ogni tipo di pettegolezzo che poi provvedeva a riportare di casa in casa innescando o amplificando ogni sorta di diceria.

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