Portando CR7 in bianconero la Juventus ha finalmente rotto l'argine nel quale dopo il 2006 si era lasciata confinare.
I migliori stanno con i migliori, e il portoghese sta benissimo con la Signora.
Inutile soffermarci sulla bontà dell'operazione, Cristiano Ronaldo preso a 112 milioni è un affare per Madama. Questa sì che è stata «un'occasione», caro Marotta. L'ex madridista rappresenta molto di più di un arricchimento tecnico per tutto il campionato e per la Juventus in particolare.
L'affare Ronaldo ci dice che la Juventus vuole smettere di fare corsa solo in Italia, che ha voglia di correre con i più forti del mondo. In quel di Torino si sono messi in testa la meravigliosa idea di fare un'andatura da top team?
Le altre società italiane dovrebbero comprendere che la Juve può essere una locomotiva alla quale agganciarsi per imparare a correre allo stesso ritmo. Invece ci pare di scorgere in molti il rammarico per non essere stati beneficiari della consueta redistribuzione interna dei fatturati juventini, accompagnato in tutti dal dispiacere di aver ceduto i diritti TV troppo presto rispetto a questa mossa di mercato.
Accettare il confronto sarebbe il miglior modo per "alzare l'asticella", voler sminuire il valore tecnico-agonistico di CR7 e della Juve, come stupidamente fatto da qualche avversario, rappresenta il miglior viatico per rimanere su un binario morto mentre la locomotiva prende velocità.
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