Giulemanidallajuve
 
 
 
 
 
 
 
  Spot TV
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
          GLI ARTICOLI DI GLMDJ
Attualità di M. LANCIERI del 18/07/2018 14:58:23
Cambio di passo

 

Albert Einstein sosteneva che la follia sta nel fare sempre la stessa cosa aspettandosi risultati diversi. Sembra che la Juventus ne abbia tratto ispirazione. Su questi lidi, contrariamente a quanto si sentiva dire da gran parte del tifo bianconero, abbiamo sempre portato avanti l'idea che occorresse una cambio di mentalità importante, per raggiungere nuovi obiettivi. Con l'arrivo di Cristiano Ronaldo, siamo lieti di constatare che anche proprietà e dirigenza della Juve siano dello stesso avviso: collezionare figurine, come amavano dire tante volpi che non arrivavano all'uva, è la strada maestra per dominare in Europa. Il Real Madrid, la cui politica di acquisti stellari fu spesso criticata (se non addirittura dileggiata), ha costruito la sua fortuna comprando una serie infinita di grandi campioni, che hanno creato un'attrattiva enorme tra i tifosi. Questo tipo di acquisti, il più delle volte estremamente onerosi, ha portato ad una serie di benefici nel medio termine che si sono tramutati, attraverso una crescita di fatturato enorme, in quattro Champions League negli ultimi cinque anni, tre delle quali vinte consecutivamente.

Il primo pensiero che ho avuto quando ho realizzato che CR7 avrebbe vestito la nostra casacca (ma a dire la verità fatico tuttora a crederci) è stato che sei anni fa ci apprestavamo ad affrontare la prima Champions League della "nuova era" (quella con l'attuale dirigenza e Conte allenatore), schierando in attacco Matri, Quagliarella e Vucinic. Avevamo appena vinto uno scudetto impossibile, con Estigarribia, Giaccherini e il talismano Padoin. Mentre scrivo questo pezzo, la Juve ha un reparto offensivo formato da Bernardeschi, Cuadrado, Douglas Costa, Dybala, Higuain, Mandzukic, Pjaca e Cristiano Ronaldo! Per ovvie ragioni, qualcuno se ne andrà, ma a leggere quei nomi vengono i brividi. Molti ricorderanno il gran rifiuto di Di Natale a vestire la maglia della Juve, tra l'ironia generale. Da allora, sono trascorsi otto anni: sembra essere passato un secolo. Oggi Di Natale potrebbe forse essere chiamato a fare l'aiuto magazziniere.

Mentre su molti aspetti (che personalmente ritengo fondamentali) la mia critica a questa società rimarrà sempre ferma (in particolare, per quanto riguarda la gestione di Farsopoli e dei suoi effetti tuttora evidenti, quali per esempio il dibattito sull'effettivo numero di scudetti che può vantare la Juve), devo fare ammenda riguardo alcune mie valutazioni sbagliate sul piano prettamente imprenditoriale: da tifoso, anelavo una Juve al vertice e non sopportavo l'idea che, a causa di quanto accaduto (ed accettato) nel 2006, fossimo crollati a distanze siderali dalle prime d'Europa. Per questo, pretendevo un salto in avanti che non vedevo mai arrivare. Ora, riguardando con maggiore lucidità il passato, mi sembra chiaro che ogni singolo passo sia stato fatto con l'ambizione di arrivare al vertice europeo. Certo, nessuno poteva aspettarsi che Cristiano Ronaldo si sarebbe stancato di Madrid ed avrebbe ottenuto la libertà di lasciare i blancos ad una cifra lontanissima dalla clausola ufficiale. Ma quel che conta è che, al momento opportuno, la Juve si sia fatta trovare pronta e non si sia spaventata all'idea di firmare un contratto completamente fuori dagli schemi abituali della società bianconera. Per arrivare a questo punto, serviva un percorso di crescita che ha richiesto anni di operazioni talvolta difficili da cogliere. Continuo a pensare che molte scelte non siano state prese nel migliore dei modi (un esempio su tutti: lo stadio fu una grande intuizione della Triade, ma poi è stato realizzato riducendone notevolmente la capienza e la redditività, a causa di valutazioni completamente errate), ma in linea generale si è operato in maniera eccellente. E se le scelte precedenti seguivano una linea imprenditoriale valida, ma in un certo senso conservativa, l'affare Ronaldo segna un cambio di passo per certi versi imprevedibile, perché presuppone una crescita di appeal internazionale mai realmente inseguita in passato.

Il calcio non è una scienza esatta, almeno per quanto riguarda i risultati a breve termine, per cui la bontà di questa operazione non potrà essere misurata esclusivamente dall'andamento della prossima Champions League: l'importante è avere intrapreso questa nuova strada, che, se percorsa senza ripensamenti, presto o tardi porterà inesorabilmente a tante soddisfazioni sul campo, che poi per noi tifosi è l'unica cosa che conta. Forza Juve!

La nostra pagina facebook

La nostra pagina twitter

 
  IL NOSTRO SONDAGGIO
 
Dopo la Cassazione su Moggi, cosa dovrebbe fare ora la Juve?
 
  TU CON NOI
   
 
   
 
  AREA ASSOCIATI
   
 
 
 
  DOSSIER
   
 
   
 
  LETTURE CONSIGLIATE
   
 
   
 
   
 
  SEMPRE CON NOI
   
 
   
 
Use of this we site is subject to our