Di IenaPerché facciamo quello che facciamo? Se in capo ad una giornata di lavoro, spesa tra i consunti problemi, il collega ansiogeno, la pausa pranzo impiegata per il pagamento dell'odiata bolletta, ecco che il serale rientro a casa può costituire un momento da dedicarci, dove riconnetterci con un mondo che, nonostante tutto, pare ancora girare sul proprio asse.
Certo si potrebbe uscire, una serata con gli amici; no, dai, siamo decisamente stanchi; un libro magari, ampliare gli orizzonti facendo un giro del mondo ai margini della nostra stanza. Meraviglioso! Ma anche no. Stasera vogliamo connetterci con il mondo dell'etere, non sia mai che si voglia perdere una favorevole occasione per informarci e autorealizzarci, come il buon Maslow, saggiamente, ci suggeriva considerando il desiderio cognitivo come uno dei bisogni fondamentali dell'uomo.
Poi che bello poter scegliere: media o social?
Che dilemma!
Il social, un po' freddamente, ci riconnette con la scacchiera dei rapporti appena chiusi dietro la porta di casa, ci espone al fraintendimento, alla nuova discussione, magari un po' banale, e ancora ci chiederemo chi ce lo fa fare di ingaggiarci su queste navi corsare virtuali che a volte danno l'impressione di essere in balia di procellosi mari tanto è lo stordimento causato dal rollio di temi, che maturati poco, come botti di cattivi vini rollano dai massimi sistemi alla discussione, ohibò, sull'ultima partita di calcio e con le loro rollate persino il più valente dei nocchieri riparerebbe sottocoperta.
No, via così non va! Non possiamo farci prendere dalla pigrizia, abbiamo bisogno di un pizzico di professionalità, garantita dall'ordine di Maracaibo, e non dai Fratelli della Costa, un ordine che ci prenda per mano e ci accompagni nell'Iperuranio della vera informazione.
Basta,abbiamo deciso! Accendiamo il televisore ,ha ragione il buon Prof.Maslow, dobbiamo conquistarci la nostra autorealizzazione, e lo faremo affidandoci a chi vellicherà il nostro bisogno fondamentale garantendoci programmi di informazione e intrattenimento basati su onestà intellettuale, solidità scientifica, ricerca puntuale e rigorosa del più acuto giornalismo d'inchiesta, dibattiti intellettuali improntati al massimo rispetto, capaci di elevarci accompagnandoci, più tardi, quando la fatica del giorno avrà completato il suo lavoro, a dormire nei nostri letti oscuramente consapevoli di esser stati trasformati in esseri umani migliori.
Si, abbiamo deciso, accendiamo il nostro buon vecchio televisore e abbandoniamo ai marosi il Social.
Il rimorso e il senso di colpa nei confronti del televisore del resto si è anche acuito in tutti questi anni di navigazione corsara e il nostro ricordo va a programmi come "Connections" che con il loro approccio olistico, interdisciplinare, riuscivano a costruirci una macchina del tempo capace di connettersi con scienziati, esploratori, in una concatenazione di macro e micro scenari storici e scientifici tali da farci capire che un modo nuovo di pensare non solo fosse possibile ma anche auspicabile.
A questo punto ci spunta una lacrima e chiediamo scusa alla BBC per averla così stolidamente tradita in tutti questi anni; siamo stati ottusi, ci siamo trincerati nei nostri vascelli social corsari e abbiamo brindato alla nostra ignoranza.
Basta accendiamo il televisore, senza indugio!
Una volta acceso il nostro tranquillizzante e ronzante elettrodomestico ci punge il sospetto che non sia la BBC.
Strani effetti della diuturna fatica, ricordiamo male, forse, ma bando alle remore ormai lo spirito della conoscenza si è nuovamente impadronito di noi , e chi si ferma più, si può fare!
Avanziamo circospetti e piano, piano non navighiamo più, la brezza non ci accarezza più le tempie, avanziamo in un palazzo, di stanza in stanza ,colti sempre di più da improvvisa noia, come in un vecchio film francese che vagamente ricordiamo, mentre dai nostri Agosto passati,
veniamo colpiti da discussioni giornalistiche condotte come sulle nostre piazze del mercato la vendita del pesce, dove l'approfondimento del tema discusso è pari a quello che possiamo trovare al pub, senza però il conforto degli amici e la misura che solo una buona bottiglia può donarci.
Avanziamo,
l'insulto è l'unica traccia concessa alla solidità scientifica,
la mancanza di rispetto dell'interlocutore è metro di verità.
Avanziamo, forse i media ,come custodi di superna sapienza, amano velarci la via della verità se non ci impegniamo a fondo.
Avanziamo, stanze piene di specchi ci riflettono immagini di ogni tipo,
prive di sostanza, gli occhi cominciano ad appannarsi, sembrano ingannarci, si deve essere così, perché i temi che in quelle immagini si riflettono li abbiamo già intravisti sulle nostre
navi social, parlano di noi, ma guarda anche temi che neppure quel furfante del nostromo tratterebbe così, il cinguettio della starlette di turno, la
solita polemica buona per tutte le stagioni, e la salta la fake news, già sconfessata da appassionati dilettanti da nave social. Dilettanti che fanno la loro parte senza compensi. Fratelli.
Siamo assaliti dai dubbi ,ci accorgiamo di essere inseguiti dal Prof.Maslow e dal nostro vecchio insegnante di liceo che urlanti ci gridano: " fatti non foste a viver come bruti!".
Indietreggiamo sconfortati, dove sono i vascelli? Urliamo : " Non volevamo offendere, solo apprendere " gridiamo.
Ecco il sommo sacerdote dei media è svegliato dalle nostre urla scomposte dettate dalla fatica e ci rincorre nelle stanze piene di specchi, Minotauro a difesa del suo labirinto, ammonendo con voce stentorea:" questo è il nostro prodotto. Giusto o sbagliato che sia, non si accettano lezioni dai Social e dalla loro faziosità !".
Noi scapicolliamo fuori dal palazzo abbiamo intravisto le navi social, imbarchiamo, consapevoli che , come diceva Leonardo da Vinci:" la verità non è mai là dove si grida e quasi mai là dove si parla".
Il Minotauro si rispecchia in sé stesso.
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