Nonostante i reiterati tentativi di trasformare quella che poteva essere definita tuttalpiù una piccola sciocchezza, in una questione enorme,
la tanto agognata squalifica di CR7 non c'è stata.
Ventimila euro di multa, come quella per Simeone, nulla più, più o meno il costo di una bottiglia di Pinot Noir della Borgogna stappata da Ronaldo a cena con Georgina.
E pensare che dalla Spagna e dall'Italia non si può dire che l'impegno non sia stato profuso: da un lato dalla parte Atletico, con una notevole faccia tosta, visto il trattamento riservato a Cristiano Ronaldo all'andata dai loro tifosi e visto, soprattutto, il precedente di Simeone (che evidentemente rivendicava l'esclusiva), dall'altro da parte della nostra stampa, sportiva e non, a cui evidentemente non va giù una Juve potenzialmente vincente in Europa, che magari potrà sì far bene al nostro movimento calcistico, ma che darebbe un'ulteriore colpo di grazia ai fegati già martoriati di napolisti, romanisti, interisti ecc. ecc.
Nonostante decine di titoloni cubitali, interviste improbabili (addirittura al fotografo che ha scattato una delle foto del gesto incriminato), pareri metagiuridici, interpretazioni sociologiche e perizie balistiche per capire la traiettoria esatta del gesto di CR7, il risultato finale non è stato raggiunto. Purtroppo per loro, gli eroi antijuventini Mourinho, acclamato quando zittiva i tifosi bianconeri allo Stadium dopo Juve - Manchester (quelli che sembrano gesti rivolti agli Juventini, all'evidenza, non sono tali) e Simeone, che si frugava vigorosamente gli attribuiti dopo un gol, hanno fallito non solo sul campo, ma anche nelle provocazioni, visto che c'è chi allo stesso prezzo le fa meglio portandosi anche a casa il pallone dopo una tripletta.
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