Ritorniamo ad affrontare un argomento tanto caro a certi ambienti che legano il format vincente della Juve al fatturato.
Nei giorni scorsi, il presidente del Napoli
Aurelio De Laurentiis, è tornato a parlare della distanza del suo Napoli dalla Juventus con queste affermazioni: “
Se il Napoli avesse il fatturato delle società tedesche o inglesi vincerebbe tutti gli anni. Chi gestisce un’azienda come la nostra deve essere responsabile. Ronaldo fa la differenza, non c’è dubbio, ma…”. (
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Con il fatturato delle grandi d’Europa il Napoli vincerebbe sicuramente,
ma il problema resta quello di far crescere il fatturato, perché per il patron del Napoli sembra quasi dovergli piovere dal cielo.
Proprio oggi, Il Mattino di Napoli, scrive: “San Paolo il grande gelo. Mai così pochi spettatori dal ritorno in Serie A” (
LINK). Ricordiamo anche il contenzioso in corso da anni tra l’amministrazione Comunale e la società sportiva di Castel Volturno in merito alla gestione dello Stadio (
LINK). Prima di guardare alle grandi dovrebbe risolvere qualche problema spicciolo di casa sua.
Anche
Carlo Ancelotti, chiamato a rispondere sul perché il Napoli ha vinto solo con Maradona, ha affermato: “Perché il fatturato incide sempre di più e devi trovare strade alternative. Adesso siamo su quella giusta, in base alle nostre possibilità. Il Napoli non sarà mai come la Juve ma prima o poi potrà batterla”. (
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E’ chiaro che il fatturato è diventato un must per tutto l’ambiente e forse una giustificata fin troppo scontata.
Ma la Juve come ha aumentato il fatturato? Si dimenticano tutti dell’anno giocato in serie B, dopo la svendita di giocatori straordinari e di una prospettiva unica: in quel momento era alla pari delle grandi d’Europa sia come parco giocatori, sia come prospettive da introiti commerciali e merchandising.
in quegli anni ha progettato e poi costruito uno stadio di proprietà, ha organizzato man mano una nuova squadra di campioni con intuizioni vincenti (Pirlo dal Milan, Pogba a parametro zero...) contando sulle capacità di gestione e su manager competenti.
Ronaldo non è piovuto dal cielo, ma è il frutto del grande lavoro fatto negli anni precedenti e di una crescita che trascina anche quella del calcio italiano.
L’idea di aspettare un calo della vincente (la Juve prima o poi uno scudetto lo perderà), per poter vincere qualcosa è un livellarsi verso il basso ed in questo non c’è nulla di positivo.
Lo sforzo, quello che ti permetterebbe una crescita reale, dovrebbe essere quello che ti porta ad avvinarti alla squadra vincente. Tutta questa esaltazione mediatica per queste tre affermazioni è fuori luogo.
La Premier inglese gode di risorse uniche dai diritti televisivi per lo spettacolo che offre nel suo complesso: strutture moderne, cultura sportiva, spettacolo in campo. Andare al San Paolo, non è come entrare all'Emirates Stadium dell’Arsenal, o all'Etihad Stadium del Manchester City, o ad Old Trafford, tempio del Manchester United o all’Anfield Road del Liverpool. Come solo possono pensare, oggi, ad un confronto con la realtà inglese?
Senza parlare del campanilismo dell’informazione sportiva italiana e della scarsa professionalità di chi la racconta. La nostra cultura sportiva si ferma al sospetto e alle insinuazioni, non sappiamo cosa significa il rispetto per l’avversario o semplicemente per chi riesce ad essere più bravo.
Al “fatturato” che ti fa vincere si arriva con competenza, non con arroganza e pretese.
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