Di Iena Premessa: a me piace Maigret più che Agatha, quindi prediligo l'intuizione.
Nella mia personale visione, il bel gioco è vedere una squadra che non vince una partita e non vergognarsene perché:
1) ha mostrato trame di gioco per cui i giocatori non corrono a vuoto dietro un pallone;
2) dal sapere cosa fare discende avere una squadra, undici persone che sono vive nonostante la sconfitta;
3) il giocatore con più classe esalta il gioco di squadra, non ne viene "conculcato" o snaturato;
4) c'è bel gioco quando vedi undici uomini in campo che si divertono a giocare e non vagano terrorizzati al primo errore.
Mercoledì sera, due grandi team, hanno fatto gioco e sofferto ma mai, neppure per un attimo, hanno trasmesso sensazione di smarrimento. Un team famoso per l'attacco ha difeso meglio di grandi teorici togliendo un goal letteralmente dalla porta, perché undici persone, undici campioni, lottano per contenere l'errore del singolo.
Il bel gioco lo vede anche Maigret,
che ha pagato il biglietto; le fumisterie alla Rocco, invece, lo vogliono confondere con altro. Oppure puoi vivacchiare sperando, hai visto mai ...
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