Alle prese con la questione allenatore che tiene tutti sulle spine, c'è sempre tempo per parlare (o straparlare) di mercato.
Non passa giorno senza che si leggano notizie sul futuro di
Federico Chiesa, figlio d'arte che, nonostante una stagione non certo straripante, né dal punto di vista personale che di squadra, sembra essersi guadagnato il titolo di “gioiello del prossimo mercato”.
E quale può essere la destinazione più probabile di un gioiello di mercato? Ovviamente la Juventus.
Fin qui nulla di particolarmente sconvolgente, se non i dubbi tecnici su un acquisto che difficilmente può portare ad un grande miglioramento rispetto al desaparecido Douglas Costa, di cui potrebbe prendere il posto in rosa, incostante e fragile quanto si vuole ma sicuramente talentuoso.
Le cifre, francamente, paiono ridicole: al di là dell'ingaggio (si favoleggia di una richiesta di 7 milioni annui, ma, per l'appunto, siamo nell'ambito delle favole), l'ultima voce parla di una offerta alla Fiorentina di 50 milioni di euro oltre al cartellino di
Riccardo Orsolini, attualmente parcheggiato al Bologna, autore di un finale di stagione di alto livello.
Il confronto tra i due, obiettivamente, fa storcere il naso sulle cifre: quasi coetanei, entrambi (di base) attaccanti esterni con prevalenza a partire da destra.
Sette gol (di cui 5 nelle ultime 12 partite, da quanto a Bologna c'è Mihajlovic) Orsolini, sei gol (di cui solo uno nelle ultime 14) Chiesa.
E, magari, verrebbe da pensare che se il primo avesse avuto alle spalle un tecnico di livello superiore ad Inzaghi, i suoi dati sarebbero stati probabilmente migliori.
Ma il punto è un altro.
Per i poco attenti Orsolini (già miglior marcatore agli ultimi mondiali u20) sarebbe in realtà un “pacco”, un giocatore finto che servirebbe alla Juve solo per taroccare il proprio bilancio, con una plusvalenza fittizia (alla pari di altri coetanei come Mandragora o Audero), complice il Bologna, che avrebbe accettato un assurdo riscatto fissato, addirittura, a 15 milioni, cifra per alcuni clamorosamente gonfiata rispetto al reale valore del giocatore (non paragonabile neppure lontanamente ai fenomeni venduti quest'estate dall'Inter per ripianare il bilancio).
E questo pacco varrebbe, ovviamente, come minimo 50 milioni meno del fenomeno Chiesa, per non meglio precisate ragioni tecniche.
Speriamo che sia tutto un bluff, uno delle tante sparate di mercato buone a riempire qualche pagina, perchè altrimenti dovremmo ritenere che gli unici artifici di bilancio che ci riguardano solo quelli mirati ad investire, orgogliosamente, ancora nel calcio italiano.
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