In una giornata in cui i punteggi del campionato italiano sono tornati quelli dei “vecchi tempi” (due pareggi a reti inviolate, tre vittorie per 1-0 e 18 reti in 10 partite), sono stati protagonisti tre portieri “importanti”.
In positivo Handanovic, che, in collaborazione con
Strakosha (rimasto colpevolmente tra i pali in occasione del gol nerazzurro) e degli avanti laziali (che non hanno concretizzato almeno tre limpide occasioni da gol), ha permesso all’Inter di restare a punteggio pieno, nonostante 60 minuti di sofferenza. In negativo
Donnarumma, che ha permesso al Toro di impattare (per poi andare a vincere) il temporaneo vantaggio milanista su rigore. A proposito di quest’ultimo, sarebbe opportuno uniformare i giudizi, soprattutto riguardo gli episodi in area, perché si vedono concedere massime punizioni per contatti leggerissimi e trascurarne altri molto più evidenti, sempre con la benedizione della VAR. (
Tentato strangolamento di Higuain)
Tornando al capitolo portieri, grave anche l’errore di
Szczesny, che ha portato in vantaggio il Brescia, poi rimontato e battuto dalla Juve, nonostante parecchi errori di misura in attacco, ma pure grazie ad un ottimo intervento dello stesso estremo difensore bianconero nelle battute finali. Compito della
Juve sarà quello di trovare continuità nelle prestazioni e di capitalizzare meglio il proprio gioco, concedendo meno in difesa e realizzando più reti quando ne avrà l’occasione (che finora non è mai mancata).
Alle spalle dei bianconeri, prosegue la cavalcata dell’
Atalanta, che, pur non giocando molto meglio della
Roma, ha dimostrato maggiore concretezza dei capitolini, andando a vincere in trasferta con un rotondo 2-0.
Si ferma invece il
Napoli per la seconda volta e se nel primo caso la sconfitta poteva essere giustificabile dalla forza dell’avversaria, in quest'ultimo la battuta di arresto è molto più grave, perché avviene in casa contro una squadra almeno in teoria di seconda fascia, ma che all’atto pratico ora lo ha raggiunto in classifica: quel
Cagliari che aveva iniziato senza il conforto dei risultati, ma che con le ultime tre vittorie consecutive sta dimostrando tutto il suo valore. Da parte sua, Ancelotti rammenta ai commentatori (visibilmente stizzito) che, quando si giudica una partita, non bisogna mai confondere la prestazione con il risultato, ma è evidente che una sconfitta casalinga senza avere segnato alcun gol comporti qualche demerito.
A completare il terzetto delle quarte c’è il
Toro, che quindi si rialza dopo due passi falsi consecutivi e dà ragione a Mazzarri, che non era mai apparso particolarmente preoccupato, nonostante le difficoltà della settimana scorsa.
Un gradino sotto, il
Bologna torna a braccetto con la
Roma, dopo che i capitolini erano riusciti a prendersi un vantaggio legato alla vittoria all’ultimo respiro nello scontro diretto. Se per gli emiliani la situazione è abbastanza lineare, con una serie di risultati compatibili con i migliori propositi della società, quella della Roma è leggermente più complicata: da un lato, il nuovo allenatore predica un gioco offensivo, che effettivamente si è anche tradotto in alcune vittorie spettacolari; dall’altro, però, la formazione accusa alcune crisi d’identità ed una debolezza difensiva (9 reti subite in 5 partite) che ne possono intaccare le (poche) certezze di questo inizio di stagione.
Risultati non molto diversi, ma dovuti probabilmente ad altre ragioni (in particolare alla poca prolificità offensiva rispetto alla mole di gioco costruita), accomunano i cugini
laziali, che navigano ad un punto in meno dei giallorossi, sempre a metà classifica.
Si può invece parlare di crisi per il
Milan, che ha vinto solo due match (peraltro con altrettanti soffertissimi 1-0) ed ha numeri disastrosi in attacco: solo 3 gol fatti, di cui 2 su rigore. Nonostante qualche accenno di miglioramento nel gioco (enfatizzato dall’ambiente milanista e da alcuni giornalisti, forse nel tentativo di rianimare almeno moralmente la squadra), i rossoneri sembrano a corto di idee e qualità, di conseguenza per Giampaolo la panchina diventa sempre più scomoda.
Paradossalmente, pur avendo un punto in meno del Milan, è molto più alto il morale in casa
Fiorentina, che sta risalendo la china, grazie a tre risultati utili consecutivi, culminati con la vittoria (sofferta, almeno fino all’espulsione di Murillo) ai danni di una
Sampdoria sorprendentemente (almeno in considerazione della sua storia) ultima in classifica. Sempre più protagonisti in casa viola i due gioielli Ribery (autore di un dribbling ed assist d’autore sul primo gol) e Chiesa (che ha segnato splendidamente la rete della sicurezza).
Infine, due parole per la prossima avversaria della Juve: la
Spal, che ha rappresentato la favola della scorsa stagione, in questa sembra molto meno trascinata dall’entusiasmo di un anno fa. Una sola vittoria (alla seconda contro la Lazio), almeno un gol subito in tutte le partite (sei negli ultimi due incontri) ed un trend tutt’altro che positivo ne fanno l’avversario ideale, in una situazione non proprio semplice per i bianconeri, alle prese con diverse assenze ed alla vigilia di una serie di incontri delicati, sia in campionato che in Champions League. Sarà quindi importante approfittarne.
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