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Attualità di P. CICCONOFRI del 05/06/2026 15:59:00
Chivu e la pretesa di riscrivere l’evidenza

 

Quando l'arroganza prende il posto dell'autocritica

«Il protocollo VAR non poteva intervenire ma io continuo a dire che Kalulu allunga la mano verso di lui. Contro Bastoni c’è stata una gogna mediatica mai vista prima, non avevo mai visto cose del genere».
Sono le ultime dichiarazioni di Cristian Chivu a DAZN. Parole che riportano al centro una vicenda che sembrava sopita e che, invece, continua ad essere raccontata come se il vero problema fossero state le reazioni del pubblico. Il problema non è l’errore arbitrale. Quello è evidente e nessuno lo ha mai negato.

Il problema è ciò che è successo prima: Bastoni che accentua un contatto minimo, ne amplifica gli effetti e contribuisce a una decisione che si rivelerà sbagliata. Il problema è anche ciò che è successo dopo: l’esultanza per l’espulsione dell’avversario davanti alle telecamere, un gesto che molti hanno considerato il punto più antisportivo dell’intera vicenda.
Eppure, invece di prendere atto di un giudizio largamente condiviso Chivu continua a combattere una battaglia contro l’evidenza. Non si limita a difendere il proprio giocatore, cosa assolutamente legittima per un allenatore. Pretende che tutti accettino la sua lettura dei fatti, liquidando le critiche come una sorta di persecuzione mediatica.

Nel calcio, come nella vita, esiste una parola semplice: umiltà. Bastoni, alla fine, ha quantomeno corretto la propria versione dei fatti. Chivu invece continua a fare l’opposto: insiste, rilancia e si trincera dietro la retorica della “gogna mediatica”, come se il problema fosse chi commenta le immagini e non ciò che le immagini mostrano.
È proprio questo atteggiamento a lasciare perplessi. Perché chi ricopre ruoli di responsabilità dovrebbe rappresentare un esempio, non alimentare polemiche infinite per difendere l’indifendibile. L’autocritica non è una debolezza. L’arroganza, invece, raramente aiuta a convincere qualcuno.

Le immagini restano. Le dichiarazioni passano. Ed è probabilmente per questo che, ancora oggi, molti continuano a vedere la vicenda in modo molto diverso da come Chivu vorrebbe raccontarla.


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