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Attualità di P. CICCONOFRI del 19/06/2026 14:50:21
Plusvalenze e coerenza

 

Il tema resta la coerenza delle valutazioni

Nel calcio italiano il tema delle plusvalenze continua a essere uno dei più delicati e discussi, soprattutto quando si intreccia con le strategie di mercato dei club e con le valutazioni economiche dei calciatori.
Il punto che qui interessa evidenziare non è la singola operazione in sé, quanto piuttosto la corrispondenza tra il metodo con cui vengono attribuiti determinati valori ai giocatori e la coerenza nel tempo dei criteri utilizzati (dalla giustizia ordinaria e sportiva) per giudicare queste operazioni.

Un caso spesso richiamato nel dibattito è quello di Riccardo Orsolini, attaccante cresciuto nel settore giovanile italiano e già considerato un prospetto di livello al momento delle operazioni di mercato che lo riguardavano. Alcune valutazioni e modalità contrattuali legate a quelle operazioni sono finite, in passato, all’interno delle più ampie verifiche sul tema plusvalenze che hanno coinvolto diversi club di Serie A.
Oggi il mercato sembra muoversi con logiche simili ma con una percezione diversa: giovani calciatori con un percorso ancora limitato tra i professionisti vengono spesso valutati cifre importanti, anche nell’ordine di diversi milioni di euro, all’interno di operazioni strutturate con formule complesse come diritti di recompra, controriscatti o bonus legati al rendimento.

In questo contesto si inserisce anche il caso di Ebenezer Akinsanmiro, protagonista di un’operazione tra Inter e Pisa con una valutazione complessiva intorno ai 7,5 milioni di euro e meccanismi di controllo futuro del cartellino in favore del club meneghino. Un investimento significativo per un giocatore ancora in fase di crescita, ma coerente con le dinamiche attuali del mercato dei giovani prospetti.

Il punto, ripetiamo, non riguarda la legittimità delle singole operazioni, che rientrano nelle normali logiche di mercato. Nel calcio moderno, infatti, non esiste un valore oggettivo del cartellino: il prezzo è il risultato di valutazioni tecniche, prospettive future e necessità di bilancio.
La questione che torna ciclicamente riguarda invece i criteri di controllo delle valutazioni e di possibili scopi di maquillage dei conti. Quando un’operazione può essere considerata una semplice scelta di mercato e quando, invece, diventa oggetto di approfondimento da parte degli organi competenti?

Il tema si lega anche alla percezione di una certa discontinuità nell’attenzione riservata a operazioni simili. Senza entrare nel merito delle singole decisioni della giustizia sportiva, dall’esterno non sempre risulta immediato comprendere quali elementi determinino l’apertura di un’indagine e quali, invece, rientrino nella normale dinamica delle operazioni tra club.
La sensazione di mancanza di criteri chiari, uniformi e percepibili alimenta spesso dibattiti e interpretazioni divergenti. La conseguenza che ne scaturisce è la messa in discussione del lavoro degli organi di controllo. In un sistema in cui il valore dei calciatori è inevitabilmente soggettivo, la chiarezza dei parametri di valutazione e l’uniformità di applicazione delle regole restano elementi centrali per garantire la credibilità complessiva del sistema.

In sintesi, vi è la necessità di rendere sempre più leggibili e coerenti i criteri con cui vengono valutate operazioni che, pur diverse nei dettagli, appartengono alla stessa logica di mercato.


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