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Attualità di P. CICCONOFRI del 23/06/2026 08:05:23
EX JUVE PER SEMPRE?

 

QUEL CURIOSO DOPPIO STANDARD NEL RACCONTO DELLE NOTIZIE

C'è un curioso doppio standard nel racconto delle notizie

Ci sono dettagli che, presi singolarmente, possono sembrare irrilevanti. Ma quando si ripetono nel tempo finiscono per raccontare qualcosa di più profondo del semplice fatto di cronaca.
Uno di questi dettagli riguarda il modo in cui i media identificano i protagonisti delle notizie. Negli ultimi giorni molti giornali hanno riportato il rinvio a giudizio di Achraf Hakimi. In gran parte dei casi il difensore marocchino è stato presentato come giocatore del PSG, la squadra in cui milita oggi. In alcuni articoli è comparso anche il riferimento al suo passato interista, ma quasi sempre in secondo piano.
Niente di strano.
È normale che un calciatore venga identificato attraverso la squadra per cui gioca attualmente.

La domanda nasce però quando si osservano altri casi. Prendiamo Dani Alves, uno dei giocatori più vincenti della storia del calcio. Oltre 400 partite con il Barcellona, esperienze al PSG, al Siviglia, al San Paolo, ai Pumas. Eppure, in numerosi titoli italiani relativi alle vicende giudiziarie che lo hanno coinvolto, il riferimento immediato è diventato spesso un altro: "l'ex Juventus". Non "l'ex Barcellona". Non "l'ex PSG". Non semplicemente "Dani Alves". Ma "l'ex Juventus".

La domanda non riguarda il fatto in sé. Dani Alves ha giocato davvero nella Juventus e citarlo non è scorretto.
La questione è un'altra.
Perché proprio quel passaggio della sua carriera viene così spesso elevato a principale elemento identificativo? E soprattutto: lo stesso criterio viene applicato con la medesima frequenza agli ex giocatori di altri grandi club italiani? Osservando numerosi casi negli ultimi anni, il dubbio è legittimo.

Quando una notizia negativa coinvolge un ex juventino, il legame con la Juventus sembra sopravvivere al tempo, ai trasferimenti e alle successive esperienze professionali. Quando invece il protagonista è un ex giocatore di altre squadre italiane, il riferimento prevalente tende più spesso a essere il club attuale o l'ultima esperienza significativa.

La Juventus è il club più seguito e discusso d'Italia. È un marchio mediatico fortissimo. Inserire la parola "Juventus" in un titolo garantisce attenzione, clic, reazioni e coinvolgimento emotivo, sia da parte dei tifosi sia da parte degli avversari. Ma proprio questa spiegazione apre una riflessione ulteriore. Se la scelta del club da citare dipende dalla rilevanza mediatica e non dalla pertinenza giornalistica, allora il rischio è che il lettore riceva un'associazione narrativa che va oltre la notizia stessa. Perché le parole non servono soltanto a raccontare i fatti. Servono anche a stabilire collegamenti.
E quando un qualsiasi ex giocatore viene continuamente associato a una determinata società nei momenti negativi, mentre lo stesso meccanismo appare meno frequente per altri club, è legittimo interrogarsi sulla neutralità di quel racconto.

Nessuno pretende che la Juventus venga cancellata dalla biografia dei suoi ex giocatori. La richiesta è molto più semplice: applicare lo stesso criterio a tutti. Perché se Hakimi è il giocatore del PSG, allora forse Dani Alves dovrebbe essere ricordato prima di tutto come Dani Alves. E non diventare improvvisamente "l'ex Juventus" soltanto quando la notizia è negativa.


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