«… l'ennesimo pezzo pensato per strappare il consenso dei tifosi interisti …?»: quando il capitano diventa il direttore di gara? Marco Palestra è un giovane talento che durante il mercato estivo, sembrava destinato all'Inter e che alla fine ha scelto il Chelsea. Una trattativa che la Gazzetta aveva seguito con molta attenzione.
Sfumato l'approdo in nerazzurro ci si attenderebbe di leggere meno notizie sul giocatore, che, per dare un ordine di misura, al momento non ha la caratura né di Baggio né di Maldini. Ma la Gazzetta dello Sport ha ugualmente deciso di raccontare l'inizio dell'avventura inglese di Palestra.
Curioso il modo in cui la notizia viene raccontata. Il titolo scelto per l'articolo firmato da Davide Chinellato è piuttosto netto: “
Palestra, falsa partenza in Premier. Out alla prima del Chelsea e il posto da titolare non è assicurato”. In realtà, Palestra ha saltato la prima partita di Premier League contro il Fulham a causa di un affaticamento muscolare e non sarà disponibile nemmeno per la gara contro il Luton. Lo stesso articolo chiarisce che non si tratta di nulla di preoccupante e riporta le parole di Xabi Alonso, che invita semplicemente ad aspettare prima di valutarne il rientro.
Insomma, nessuna bocciatura, nessuna scelta tecnica clamorosa, nessuna prestazione negativa. Palestra non ha giocato perché non stava bene.
Eppure la scelta è quella di parlare di “falsa partenza” e, soprattutto, di mettere immediatamente in discussione il suo posto da titolare raccontando la beffa per i nerazzurri dopo l'inserimento del club inglese.
Nell'articolo del 26 agosto Palestra viene presentato come “il giovane difensore che ha preferito il Chelsea all'Inter”.
Una semplice precisazione di mercato? Certo, può esserlo. Ma è inevitabile chiedersi se sia davvero necessario ricordarlo proprio mentre si racconta che il giocatore ha saltato una partita per un affaticamento e che il suo posto da titolare non sarebbe assicurato.
La stessa situazione avrebbe potuto essere raccontata in maniera completamente diversa: “Palestra, esordio rimandato: l'affaticamento lo tiene fuori dalla prima del Chelsea”. Sarebbe stata la stessa notizia, con gli stessi fatti e senza aggiungere nulla.
La scelta di parlare invece di “falsa partenza” e di sottolineare subito il rischio di perdere il posto produce inevitabilmente una percezione diversa. E non è una questione di verità o di falsità. È una questione di prospettiva.
Osservare una cosa piuttosto evidente: quando Palestra sembrava destinato all'Inter, il racconto era quello di un giovane talento su cui puntare. Quando il Chelsea se lo è portato via, il racconto sembra diventare improvvisamente più attento ai possibili problemi, alle gerarchie e alle difficoltà.
E allora la domanda è:
stiamo leggendo una normale analisi delle gerarchie del Chelsea oppure, tra le righe, c'è anche un pizzico di dietrologia per il fatto che quel ragazzo che l'Inter avrebbe voluto non stia ancora giocando? Non è necessario accusare qualcuno di fare il tifo, è sufficiente osservare per chi, e soprattutto contro chi, sembra pendere la narrazione.
Alla fine, più che una cronaca, sembra l'ennesimo pezzo pensato per strappare il consenso dei tifosi interisti. Una formula che, dalle parti della Gazzetta, sembra funzionare sempre piuttosto bene

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