CASSAZIONE
Il pg chiede annullamento
per l'assoluzione di Giraudo e Agricola
È quanto ha chiesto il sostituto procuratore generale Vito Monetti nel corso dell'udienza davanti alla seconda sezione penale della Suprema Corte, chiamata ad esaminare il ricorso presentato dalla procura generale del capoluogo piemontese
Roma, 29 marzo 2007 - Annullare con rinvio la sentenza della corte d'appello di Torino con la quale il medico sportivo Riccardo Agricola e l'ex amministratore delegato della Juventus Antonio Giraudo furono assolti dalle accuse di doping e frode sportiva .
È quanto ha chiesto il sostituto procuratore generale Vito Monetti nel corso dell'udienza davanti alla seconda sezione penale della Suprema Corte, chiamata ad esaminare il ricorso presentato dalla procura generale del capoluogo piemontese.
I giudici d'appello, in particolare, avevano assolto gli imputati "perchè il fatto non sussiste" per la somministrazione di epo, mentre per quella di altri farmaci avevano rilevato che "il fatto non costituisce reato".
Secondo il Pg Monetti, il ricorso della procura torinese è fondato: nel caso di specie, ha sottolineato nella sua requisitoria, è applicabile l'articolo 1 della legge 401 del 1989, inerente la frode sportiva. La norma, infatti, può essere riferita, secondo Monetti, anche ai casi di doping poichè riguarda le condotte volte a interferire illecitamente sul risultato sportivo.
Per quanto riguarda poi, in particolare, la somministrazione di epo, il Pg ha rilevato genericità nelle motivazione della sentenza d'appello, sotto il profilo medico. Inoltre, ha osservato ancora Monetti, non risulta maturata la prescrizione del reato.
A presentare ricorso alla suprema corte erano stanti anche i difensori di Antonio Giraudo, al quale i giudici di secondo grado avevano inflitto la condanna al pagamento di una multa di duemila euro per violazione della legge 626 del '94 sulla sicurezza del lavoro: in relazione a questo ricorso, il Pg ha affermato che non è manifestamente infondato, poichè il reato è ampiamente prescritto.
La sentenza d'appello, pronunciata il 14 dicembre del 2005, aveva in qualche modo ribaltato quella di primo grado, con la quale era stato assolto Giraudo, mentre Agricola era stato condannato a un anno e 10 mesi per il reato di frode sportiva e somministrazione illecita di farmaci. L'inchiesta, condotta dal procuratore aggiunto Raffaele Guariniello, prese il via nel 1998 dalle dichiarazioni dell'allora allenatore della Roma, Zeman, il quale disse che "il calcio doveva uscire dalle farmacie".
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