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          IL MURO
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I commenti del Muro non rappresentano necessariamente le idee dell'Associazione
 
#21540 Lapo rivuole Moggi libero.it
scritto il 22/03/2007 16:35:05 da SARA
Lapo vuole Moggi
 
#21539 MOGGI !!!!!
scritto il 22/03/2007 16:18:34 da ALE0897
NON CI POSSO CREDERE, COLLEGATEVI A QUESTO LINK E LEGGETE http://liberoblog.libero.it/sport/bl6510.phtml
 
#21538 Repubblica
scritto il 22/03/2007 16:16:26 da RIDIPURE
Non saró originale.Se non erro tempo fá Beppe Grillo acquistó 1 intera pagina di Repubblica x chiedere che il Tronchetto dell'Infelicitá e Carlo Buora(suo vice e credo ancora nel CdA dell'inter)andassero a casa.Al mitico Beppe non frega nulla del calcio ed ha criticato i coinvolti in calciopoli, ma tant'é.Ha dimostrato che forse Repubblica é una strada xcorribile xché il Tronchetto e De Benedetti non sono propriamente amici(anzi questi era tra gli intercettati illegalmente). Il costo non lo so.
 
#21537 Ho scritto a REPORT: può interessarvi?
scritto il 22/03/2007 16:03:57 da BANDOLEROBIANCONERO
Gentile Signora Gabbanelli, Sono ormai diversi giorni che nei siti web dedicati alla JUVENTUS non si parla d’altro. Il passa parola è diventato un TAM-TAM. Il conto alla rovescia dura ormai da una settimana e si concluderà domenica prossimo venturo alle 21.30 allorchè una moltitudine di tifosi della JUVE, io sarò fra questi, sintonizzerà il proprio televisore su RAI TRE e trepidamente seguirà il suo “REPORT” sulle “zone d’ombra di telecom Italia”. Il motivo di questa attesa è facilmente immaginabile: i tfosi della JUVENTUS ritengono che via uno strettissimo legame fra le intercettazioni telefoniche illegali di Telecom e la scigurata estate del 2006 patita dalla propria gloriosa società. Gli aspetti di tale legame sono molteplici io vorrei pregarla di prestarmi un po’ del suo preziosissimo tempo per segnalarle e cercare di avere qualche ulteriore chiarimento su una delle vicende che secondo me ha molta attinenza con il cosiddetto affare “Calciopoli” e le intercettazioni illegali di Telecom. Si tratta della misteriosa morte di Adamo Bove di cui se ne occupò ampiamente in una inchiesta Peter Gomez in un suo articolo apparso in un numero de “L’Espresso” verso la fine del 2006. A. Bove era un personaggio di spicco all’interno della struttura di “security” di Telecom almeno quanto Tavaroli e Ghioni. Bove era uno dei pochi, se non l’unico ad avere in dotazione per il suo lavoro di “intercettatore” una apparecchiatura sofisticatissima ed all’avanguardia della quale, da verificare la fonte, se ne servivano gli stessi investigatori della procura di Napoli. A tale proposito va ricordato che Bove prima di passare in Telecom aveva svolto il proprio servizio di poliziotto prorio a Napoli. Bove muore suicida??? Il 22 di Luglio 2006 in pieno clima calciopoli. Bove c’entra con calciopoli dall’unghia dei piedi fino alla cima dei capelli! Mi spiego. Il 22 di giugno, ovvero un mese prima della sua misteriosa morte, la diretta segretaria di Bove tale Cristina Plateo consegna agli investigatori della procura di Milano documenti contenuti sottoforma di fotocopie e di tabulati elettronici ovvero copie delle intercettazioni operate materialmente da Bove: è la Plateo che lo confessa agli inquirenti di Milano dicendo che faceva copia dei documenti che Bove di volta in volta le richiedeva e che provvedeva a conservare privatamente e gelosamente nell’intercapedine di un tramezzo della propria abitazione. E’ di dominio pubblico la notizia che i documenti consegnati dalla Plateo agli inquirenti di Milano contenessero soprattutto tabulati e intercettazioni riguardanti: DIRIGENTI DELLA JUVE (Moggi e Giraudo in primis), IL CALCIATORE DEL PIERO, LA FGIC, IL CALCIATORE VIERI E TUTTO CIO’ CHE RIGUARDAVA PEDINAMENTI INTERCETTAZIONI E ACERTAMENTI MOBILIARI DEL FAMOSO ARBITRO DE SANTIS. E’ importnte notare che la Plateo segretaria di Adamo Bove consegna questi documenti UN MESE PRIMA della scomparsa di BOVE. Io stesso ho verificato con una telefonata al giornalista della rivista “L’Espresso” PETER GOMEZ sulla veridicità di tale ritrovamento adducendo l’ipotesi che il povero Bove se fosse stato almeno “informato sui fatti” dagli inquirenti milanesi secondo me, forse si sarebbe salvato! Il giornalista mi ha risposto che gli inquirenti non sono tenuti ad informare tempestivamente gli interessati ad una indagine e che se è per questo la PLATEO aveva iniziato a collaborare con gli inquirenti milanesi già nel MARZO 2006! Ovvero quando di calciopoli non vi era il minimo sentore! La domanda è: perché gli inquirenti milanesi hanno tenuto questo riserbo? Forse perché in Aprile ci sarebbero state le elezioni politiche? Forse pechè non si doveva parlare di dirigenti JUVE, di Del Piero, di Vieri, di De Santis e di FGIC INTERCETTATI DA TELECOM?? Questo non si sa (ancora) sappiamo però come è andata una settimana dopo le elezioni politiche… Sono stati i gli inquirenti di Napoli a guidare le fila dello scandalo che avrebbe sconvolto il calcio iltaliano con lo scopo principale di assestare un colpo mortale alla società più importante del calcio italiano con la squadra più forte che nessuna società era riuscita ad assemblare fino a quel momento: la vittoria al mondiale in Germania ne fù una prova schiacciante. Compiuta la strage ovvero cacciata la Juve in serie B tolti due titoli vinti sul campo, saccheggiato il patrimonio calciatori e fatto indossare un tricolore sulle maglie della squadra del consigliere di amministrazione di Telecom nonché onesto-patron della squadra di calcio di Milano delle intercettazioni illegali fatte da Telecom se ne è incomiciato a parlare solo dopo che il grande manovratore GUIDO ROSSI aveva lasciato la FGIC per tornarsene alla casa madre piena dei suoi fidi compari ovvero TELECOM! Dopo quest’ ultima notizia noi miseri comuni mortali non siamo più riusciti a sapere nulla. Le indagini a Milano sono maledettamente delicate tanto da sconfinare addirittura nel rapimento Abu Omar, poi ci sono altre cose ritenute molto più serie: il piano segreto di Tronchetti con Palazzo Chigi, Tronchetti che lascia, gli arresti Tavaroli, Mancini, Ghioni (pesci più grossi ) e tanti altri, gli ultimi arresti sono proprio di oggi con altri 14 ordini di custodia! Per farla breve l’indagine TELECOM-INTERCETTAZIONI è diventata ormai un pozzo di San Patrizio e la parte riguardante calciopoli è come una pagliuzza in un occhio rispetto alla trave. Ma tant’è “ciascuno pianga il proprio morto” recita un proverbio e NOI tifosi della JUVE è quello che facciamo. Anche se tutto sommato si tratta solo di un giuoco rispetto a problemi ben più gravi e seri, da lei, Gentile Signora Gabbanelli NOI semplici tifosi appassionati di una squadra di calcio ci aspettiamo che venga alzato il velo anche su quella che è stata la pagina più brutta della nostra storia calcistica. NOI riteniamo che le sentenze emanate la scorsa estate da pseudo tribunali costituiti da avvocati-tifosi non sono degne nemmeno delle peggiori corti marziali e che siano state scritte in modo sfacciatamente parziale. Saremo una moltitudine domenica alle 21.30 e se non ci crede verifichi il giorno dopo AUDITEL. Una pagliuzza non infastidisce ma tante fanno peggio di una trave nell’occhio. Con sincera stima Da Roma Bandolerobianconero
 
#21536 Il ritorno di Big Luciano
scritto il 22/03/2007 15:41:13 da UMEGHIU
News > Libero Blog > Sport 22 marzo 2007 - 15:10 Il ritorno di Big Luciano La Juve starebbe pensando di riprendersi Moggi! di: Graziano Campi A volte ritornano. Luciano Moggi sarebbe in procinto di tornare in veste di consulente a operare per conto della Juventus, un segnale forte e deciso voluto a sorpresa da Lapo Elkann, che se negli anni non aveva mai risparmiato frecciate alla triade e a Moggi stesso, ha rivelato di avere sempre avuto stima nei confronti del manager di Monticiano, ritenuto a torto o a ragione (a seconda dei punti di vista) uno dei responsabili dello scandalo estivo che avrebbe dovuto sconquassare il mondo del calcio questa estate, e che si è rivelato in tutta sostanza un'attenta opera di comunicazione e mistifi cazione dalla quale hanno benefi ciato i soliti noti. Il rientro clamoroso, si prefi gurerebbe attraverso non una porta secondaria, ma bensì in grande stile, approfittando dei recenti sviluppi giudiziari che pare stiano modificando e non poco la posizione dell’ex direttore generale della Juventus. L'esigenza di cercare per il dopo Moggi un direttore generale capace di garantire la ricorstruzione della squadra ha portato dunque a una risposta chiara e precisa: Luciano Moggi stesso, che a differenza della passata gestione dovrebbe vedere una riduzione di incarichi a fronte di una totale indipendenza circa le questioni di mercato. Niente più rapporti che hanno creato imbarazzo con designatori dunque, ma la possibilità di ritornare nel mondo del calcio grazie alla società cui tanto ha dato e da cui indubbiamente molto ha ricevuto, garantendo quella esperienza e conoscenza che permetterebbero una transizione meno traumatica verso il nuovo ciclo di successi che gli Elkann stanno cercando di costruire. Se i diretti interessati non confermano nè smentiscono, fonti vicine a entrambe le parti raccontano di un rapporto che è in fase di ricostruzione, dopo i recenti scambi a distanza, che come anticipato settimana scorsa celavano una precisa volontà da parte di Lapo Elkann di tirare una linea netta su quanto accaduto in passato e chiarire un rapporto che nato da una stima reciproca si era via via incrinato a causa di fattori esterni, dicerie e contrasti acuiti forse ‘ad arte’ per scindere quello che sembrava destinato ad essere un binomio vincente. Passione e capacità, esperienza e sfrontatezza, elementi che sembrano miscelarsi bene in due personaggi che da lontano appaiono distanti anni luce, ma che mai come in questo periodo si sono visti accomunati da una serie di eventi che ne hanno minato la credibilità e intaccato l’immagine in maniera signifi cativa. Ma veniamo ai fatti: come anticipato settimana scorsa, dalle dichiarazioni apparentemente ostili di Lapo Elkann si evinceva una ferma volontà a scoprire finalmente le carte in tavola e arrivare a un confronto fermo e deciso con chi era ritenuto diretto responsabile della cattiva pubblicità scaturita dal suo ‘disastro’ (passateci il termine), volontà nata, secondo i bene informati, dalla serie di spifferi provenienti dalle procure di Milano e Potenza, che hanno dipinto nella realtà un quadro molto più complesso di quanto desunto dall’ex fi danzato di Martina Stella (beato lui). In particolare sarebbero balzati all’attenzione la presenza costante e inquietante di atti volti a screditare in maniera scientifi ca e premeditata personaggi in vista degli ambienti di interesse più o meno diretto di un gruppo di persone finanziate da persone la cui posizione è al momento al vaglio dei magistrati e che quindi non può in alcun modo essere palesemente strumentalizzata su questo giornale che, al contrario di altri che vantavano patenti di onestà intellettuale volte a mascherare un palese accanimento, si pone come obiettivo un’informazione attenta e puntuale. Nel dettaglio, si tratterebbe ancora infatti di stabilire con esattezza i responsabili dei finanziamenti delle cosidette operazioni ‘Sting’, operazioni di difesa degli interessi delle società ‘amiche’, ma anche operazioni di "attacco" agli interessi di concorrenti o contro gli avversari economici, finanziari, politici, operazioni certificate e della cui esistenza si è potuto apprendere attraverso un attento studio delle documentazioni rese disponibili dalla magistratura stessa. Un cambio improvviso dunque negli scenari sinora non troppo convincenti che vedevano un Luciano Moggi ed un Antonio Giraudo grandi burattinai in grado di soverchiare in virtù di poteri mistici tutti i... Proprio questo senso di impunità latente, denunciato persino da Guido Rossi, pare abbia colpito un ragazzo che forte di ideali saldi aveva scelto la linea della collaborazione a fronte dello scontro totale con la federazione, scontro che ribadiamolo avrebbe portato al collasso dell’intero sistema calcio, con conseguenze e ripercussioni economiche inimmaginabili. La possibilità di un rientro clamoroso sarebbe scaturita non tanto dalla volontà dell’intera famiglia Elkann, quanto dalla ferma intenzione di Lapo, intenzionato a lanciare un messaggio forte e chiaro: "La Juventus non è morta, la Juventus c’è ed è pronta a tornare grande contro chi ha approfi ttato dei nostri problemi". Proprio per questo il ritorno di Moggi è visto come un segnale forte per diversi motivi. Innanzitutto l’aspetto umano, che ha visto entrambi i personaggi vittime di un attacco creato ad arte approfittando di situazioni che li hanno visti coinvolti in episodi certamente spiacevoli ma che senza una cassa di risonanza, foriera di un giustizialismo e un perbenismo a volte sospetti, probabilmente si sarebbero conclusi in maniera più consona. In secondo luogo proprio attraverso una riabilitazione di Luciano Moggi si nasconde la volontà di ribadire l’aperto contrasto con i vertici dello sport nazionale, in piena balia di poteri mediatici, politici ed economici e non in grado di garantire in alcun modo quel ricambio gestionale tanto sbandierato all’avvento di una calciopoli in grado di distruggere esclusivamente la squadra campione d’Italia a fronte di ben più gravi scandali e complotti. In questo senso il recente, strisciante, tentativo di una revisione dei parametri per l’iscrizione al prossimo campionato volte a tutelare squadre dalla gestione finanziaria dubbia sarebbe la goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso, chiaro segnale di una pressochè nulla volontà di rinnovamento a fronte di una restaurazione sistematica che vede personaggi coinvolti in calciopoli ritornare lentamente agli antichi posti di potere. Fonti sempre vicine alla società parlano di un netto contrasto all’interno della proprietà stessa, con John Elkann e Montezemolo più propensi a un rinnovamento di posizione netta nei confronti di Moggi, lasciavano presagire quelli che si sono rivelati segnali chiari di un riavvicinamento possibile portatore di quello che sarebbe considerato uno schiaffo morale all’intero sistema che ha partorito il mostro calciopoli. Un ragazzo come Lapo, che ha affrontato le sue disavventure con la forza e la caparbietà dei grandi, vuole fortemente lasciare il segno e riportare la Juventus in tempi brevissimi al successo, ma soprattutto vuole che l’immagine della società venga riabilitata, specie a fronte delle grosse e corpose notizie provenienti da Milano che segnalerebbero sempre di più la presenza di inquietanti anomalie riguardo alla gestione delle intercettazioni telefoniche, anomalie che a tempo debito furono segnalate dallo stesso Luciano Moggi, e che a fronte dei recenti sviluppi della giustizia ordinaria e sportiva, potrebbero, anche se solo in parte, ridurre notevolmente il quadro accusatorio nei confronti del mago del calcio. Da parte sua Luciano tace, forse ancora ferito nell’orgoglio per essere stato usato come parafulmine, forse per discrezione e rispetto a fronte del dramma che aveva colpito la famiglia Elkann. Il divario generazionale che separa lui da Lapo costituisce certamente un ostacolo, anche se non insormontabile, per una conciliazione che sarebbe vista anche come un modo per ricompattare l’intera tifoseria juventina contro il sistema calcio. Eppure l’anima dichiaratamente juventina, l’orgoglio di un ultimo assalto al mondo che tanto gli ha dato e che alla fi ne tutto gli ha tolto, la possibilità di tornare ancora una volta vincente e ottenere una rivalsa clamorosa, potrebbero spingerlo a un riavvicinamento certamente non facile, ma ricco di significati. Le offerte per Moggi non mancano, ultima in ordine di tempo quella di Urbano Cairo, e addirittura si paventa a fronte di una forte riduzione della squalifi ca la possibilità di entrare in ruolo di uomo ombra all’interno della federcalcio, con l’intento di ristabilire non tanto una supremazia personale, quanto un equilibrio di poteri al momento fortemente sbilanciato verso un duopolio pericoloso, potenzialmente in grado di influenzare, se incotrastato, i destini del calcio per i prossimi dieci anni. Il dado è tratto, e il processo di riavvicinamento che settimana scorsa sembrava solo un’aleatoria ipotesi, ha subito un'improvvisa accelerata che solo fattori esterni potrebbe rallentare, ma che molto probabilmente porterà al termine dei vari processi, a un binomio Moggi - Elkann rinforzato dalle passate traversie e in grado di riportare la Juventus a un progetto supervisionato dalla esperta mano dell’uomo di Monticiano ma che avrebbe proprio nella passione e nella volontà di Lapo Elkann un punto di forza, a fronte di una rinnovata etica operativa volta a lanciare ancora la Juventus a un primato che l’intero mondo del calcio ad oggi non è in grado di aspirare: quello di un etica dello sport. Questo è uno dei "pezzi forti" pubblicati sul nuovo numero di Nsb. Un retroscena esclusivo che il ns Graziano Campi è riuscito è riuscito a raccogliere attraverso fonti molto attendibili. Leggete e diteci cosa ne pensate. Tratto da: j1897.com
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