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          IL MURO
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I commenti del Muro non rappresentano necessariamente le idee dell'Associazione
 
#18350 ASSOCIAZIONISMO EGUALITARIO
scritto il 16/02/2007 10:50:29 da BANDOLEROBIANCONERO
Riprendo il post18341 di Paola. Alla luce della nuova legge sulla distribuzione dei proventi dei diritti televisivi ritengo che a breve la vera forza delle squadre di calcio saranno i tifosi: quanto maggiore sarà il loro numero, la loro passione e soprattutto la loro rabbia tanto maggiore sarà la supremazia della loro squadra e maggiori saranno le vittorie su tutti i campi. NOI JUVENTINI abbiamo queste caratteristiche: possiamo e dobbiamo metterle in campo. GRANDE ASSOCIAZIONISMO EGUALITARIO
 
#18349 IL GIUSTO SPIRITO
scritto il 16/02/2007 10:14:11 da MARINO
Un pensiero da un uomo con qualche anno sulle spalle: lo spirito giusto per affrontare il problema è quello che dimostra Paola in ogni suo intervento. Tutto è utile quando si crede in qualcosa..un applauso per la coerenza e la voglia di fare. Ricordate i grandi uomini/donne si vedono nelle piccole azioni.La somma di piccole azioni ne fanno una grande. Grazie Paola , continua e non badare alle critiche sono solo costruttive.
 
#18348 x minotti e compani
scritto il 16/02/2007 10:09:32 da STORICO 77
avanti ulràjuve , sempre al vs fianco dai juve non mollare ovunque tu ci sai noi ci saremo .oltre i divieti noi ci saremo a giocarci la partita fuoori , canteremo fino alla morte interista ma che ti vanti a fà i campioni dell'italia siamo noi. juve alè io canto per te l'unica cosa più bella che c'è .i nomi degli ultrà non si fanno mai .visitate il sito tradizione bianconera.com .noi non ci vendiamo ,rivogliamo la AAAAAAAAAAAA E BASTA .la ns vendetta sarà il perdono du chi ci ha fatto male.
 
#18347 L'Arezzo, Platini e l'Internazionale
scritto il 16/02/2007 09:54:01 da ROYVP1
Cari Amici, nessuno ha scritto a Platini segnalandogli il ricorso dell'Arezzo al TAR del Lazio e chiedendogli quella squalifica immediata di tutte le squadre italiane partecipanti alle competizioni UEFA, di cui parlavano la scorsa estate quelle canaglie interiste di Guido Rossi e Badoglio per evitare il nostro ricorso al TAR?
 
#18346 leggete
scritto il 16/02/2007 09:38:15 da PAOLA
Il provvedimento in commissione: tutti contro FRANCESCO GRIGNETTI ROMA Per niente facile. Così avrà pensato Marco Minniti, il viceministro diessino dell’Interno, l’altra sera, nel chiuso di una saletta del Senato, quando è cominciata la discussione sul decreto Amato contro la violenza negli stadi e dai senatori sono arrivate soltanto critiche. E che critiche. Sì, non sarà per niente facile il cammino del decreto che vuole instaurare il pugno di ferro nel mondo del calcio. Ma al ministero in fondo se l’aspettavano. Il ministro Amato sono giorni che dice: «Modifiche e miglioramenti, sì. Ma nessun svuotamento. Sarebbe un danno grave». D’altra parte che devono pensare quando uno dei più severi è il diessino Guido Calvi? Assicura il consenso alla conversione in legge del decreto, ci mancherebbe, ma intanto ne denuncia «il carattere un poco declamatorio quando sarebbe ben più efficace applicare le norme già vigenti». Bella botta. Anzi, doppia botta, perché Calvi non solo ritiene che sia sbagliato innalzare le pene, ma invita Minniti a far meglio il suo mestiere e a prendersela con il questore e il prefetto di Catania. «Hanno dimostrato una inefficienza censurabile». E se proprio si deve colpire qualcuno, dice Calvi, si vadano a guardare i bilanci delle società calcistiche «costantemente contraffatti e le autorità non esercitano alcun controllo». Segue l’intervento di Gerardo D’Ambrosio, ex procuratore capo di Milano: «Mi associo alle osservazioni del senatore Calvi. Il vero problema dei fenomeni di violenza non risiede certo nell’assenza di norme, ma nell’incapacità del sistema di garantire l’effettività della sanzione penale». Pausa. «Inducendo così negli autori di tali comportamenti un senso di sostanziale impunità». Che in Parlamento il decreto rischiasse una brutta fine, si era capito fin dal primo momento. Troppi quelli che alzano gli occhi al cielo, che spolverano il garantismo, che si sentono in difficoltà con le città di appartenenza, con le tifoserie, con le società calcistiche. Il fatto è che le misure introdotte dal governo sono impopolari e nel Palazzo hanno termometri sensibilissimi agli umori della gente. Ora che l’emozione per la morte dell’ispettore Raciti è già passata, poi... Capita così che il senatore Carlo Vizzini, di Forza Italia, tifosissimo del suo Palermo tanto da tenere un filo diretto «rosanero» sul suo blog, esordisce con il classico «le misure di emergenza dovrebbero essere accompagnate da un intervento più ampio». Già, ben altri sono i problemi. La cosa grave, secondo Vizzini, è che tenere chiuse le porte degli stadi «potrebbe trasformare il gioco del calcio in uno spettacolo solo televisivo e virtuale». Si potrebbe associare anche il senatore Fernando Rossi, dei Comunisti italiani, normalmente sulla sponda opposta: «Un clima più sereno può essere realizzato solo con il concorso responsabile del pubblico sportivo». E quindi Rossi propone di convocare in Parlamento gli ultras. Così, giusto per sentire come la pensano i diretti interessati. Il senatore dilibertiano, comunque, ha già messo le mani avanti: è «preoccupato» per l’estensione del periodo di tempo in cui è ammesso l’arresto in flagranza di reato. Anche il senatore Giuseppe Saro, del gruppo Misto, chissà, forse perché udinese, si spertica in un elogio dello stadio di Udine dove le «iniziative assunte hanno consentito di rimuovere le recinzioni interne allo stadio» e addirittura ritiene incostituzionale il decreto. E Maurizio Eufemi, Udc, non capisce perché le porte chiuse degli stadi debbano colpire solo la serie A, già annunciando le sue «perplessità» su diversi altri aspetti del decreto. L’esame nelle commissioni Giustizia e Affari Costituzionali è appena iniziato. Nulla è deciso. Ma certo, dopo tanto lavoro demolitorio, difficile pensare che il decreto uscirà come ne è entrato. Il senatore Nitto Palma, di Forza Italia, ad esempio, s’è preparato una gragnuola di osservazioni. Non gli piace un «atteggiamento generale di sfiducia nei confronti delle società calcistiche». Sottolinea che c’è una «contraddizione» tra il divieto di vendita di biglietti ai tifosi ospiti con altre disposizioni del decreto e comunque quei divieti «sarebbero inefficaci».
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