Nel numero di TUTTOSPORT di oggi si parla del “progetto Juve” che si presenterà a giorni.
Da notare, oltre agli aspetti organizzativi e progettuali a tutto tondo ( stadio nuovo, sponsor, ecc…) la volontà di coinvolgere i tifosi perchè <<…da loro parte la Nuova Juve >>.
Bravi, ma bravi !!!
Se la Nuova Juve deve ripartite anche da…noi perché non ci si interpella veramente per sapere – ad esempio – come la nuova dirigenza si dovrebbe comportare ora ?.
Adesso ?
Perché ancora il presidente Coboldi Gigli deve rispondere alla domanda che Christian Rocca, a nome di tutti gli juventini ha posto tempo fa e che io mi limiterò a ripetere ?
Dott. Cobolli Gigli, quanti scudetti ha vinto la Juve ?
Se non si risponde a questa semplice domanda, come si può pretendere di essere credibili nei confronti di chi : << … da loro parte la Nuova Juve >>, ( ???)
Restiamo ancora in attesa Dott. Cobolli Gigli.
Ci faccia sapere, finalmente !!!
In due settimane futuro più chiaro: Cda per lo stadio tra il 5 e il 7 febbraio
In campo la Nuova Signora
Piano industriale quinquennale e accordo con la Fiat: 5 anni per 150 milioni
E’possibile un aumento di capitale per consentire al club di avere una casa bianconera che si rispetti grazie anche a Euro 2012: 40.000 posti, servizi per i tifosi Il 13 febbraio è inoltre già previsto un consiglio d’amministrazione per la relazione trimestrale che assorbirà anche il dibattito sul programma definito da Blanc.
ELVIRA ERBI’
LE DUE settimane che cambiarono la Juventus. Verranno ricordate così, le prossime, perché daranno il volto definitivo alla Nuova Signora.
E più che un lifting
accurato è una rinascita globale, oltreché formale.
Tre i cardini della resurrezione economica- sportiva: nuovo stadio, piano industriale, sponsor.
Ed è fumata bianca su tutti i fronti: la Juventus avrà la sua casa, al posto dell’astronave Delle Alpi; i vertici presenteranno il piano industriale; infine, sarà posto il sigillo all’accordo con il partner che dovrà accompagnare la squadra nella scalata della vetta in serie A e in Europa.
Partiamo dal fondo, appunto.
Secondo le ultime indiscrezioni, la società bianconera e la Fiat hanno raggiunto un accordo complessivo: un legame che sarà di cinque anni per una somma di 150 milioni e che vedrà coinvolti tutti i marchi compresi quelli dei veicoli industriali, dall’Iveco per l’Europa ai modelli in uscita come la 500 e la Bravo.
Il via libera l’avrebbe concesso lo stesso Sergio Marchionne, ad del Gruppo, che prevede di raggiungere il traguardo di settanta miliardi di euro di fatturato e un utile netto di 3 miliardi e mezzo di euro entro il 2010.
« Stiamo cercando di creare una grandissima azienda, la base per farla c’è » .
Dunque, Juve e Fiat assieme per un ciclo medio- lungo.
Cinque anni come il piano quinquennale definito nei particolari dall’amministratore delegato Jean Claude Blanc e che verrà sottoscritto dal-l’Ifil e poi vivrà il passaggio di analisi nel Cda juventino previsto il 13 febbraio.
Si tratta di numeri accompagnati da « concetti e preamboli » , per utilizzare le parole esplicative del presidente Giovanni Cobolli Gigli.
All’interno, il succo per tornare competitivi a livello di team.
Quindi, una cifra importante per la prossima campagna acquisti ( circa trentacinque milioni), perché senza squadra competitiva non si lotta per lo scudetto e per la Champions League.
E siccome per tornare competitivi anche a livello economico servono queste due realtà, ecco che, senza voli pindarici e badando al sodo, gli investimenti escono fuori e sono mirati ( il record di 250 milioni di fatturato come nel bilancio dell’età dell’oro diventa obiettivo da conquistare per tappe).
Insomma, tutta una serie di opzioni concatenate l’una con l’altra.
Perché per ottenere ricavi dallo stadio serve uno stadio come si deve.
L’Olimpico sta solo tamponando la situazione d’emergenza e comunque sta regalando qualche soddisfazione.
Ma il passo successivo e determinante è il nuovo impianto da 40.000 posti che sorgerà al posto del Delle Alpi di cui resteranno solo i ricordi e poco più.
Come già spiegato, si rifarà alle peculiarità del Wankdorf di Berna, il costosissimo Stade de Suisse ( oltre 250 milioni, capienza di 32.000), quindi inavvicinabile, però da copiare in quanto a servizi e comodità, con posti sicuri, confort e servizi garantiti.
Nella struttura, invece, assomiglierà all’Aol Arena di Amburgo, comunque più capiente ( oltre 51.000).
Lo stadio della Juve richiederà un investimento di oltre cento milioni, con venti che dovrebbero essere garantiti dalla proprietà e gli altri dal credito sportivo, sfruttando l’occasione unica degli Europei 2012 che l’Italia ospiterà ( la certezza sfiora il 99%). Proprio su questo argomento gli slittamenti dei vari passaggi hanno portato a una nuova data: dal 5 al 7 febbraio si dovrebbe tenere un Cda supplementare che potrebbe anche rendere noto un aumento di capitale.
Decideranno gli azionisti ( l’Ifil detiene la maggioranza con il 60%) se i mezzi finanziari necessari per il rilancio della Juventus saranno reperiti attraverso appunto un aumento di capitale o il collocamento di un bond.
Si parla di 50- 55 milioni.
Ma qui restiamo su un terreno non prettamente sportivo che viene calpestato con molta attenzione.
D’altronde, il futuro è dietro l’angolo e bisogna arrivarci preparati, senza follie e con circospezione.
L’ad Blanc ha ribadito quanto sia importante il fatto che la Juventus sia proprietaria del suo stadio, della sua casa.
« Fa la differenza » e lo si intuisce anche dal successo dei grandi club che vanno in questa direzione.
Non ultimo il Lione che sta vagliando il progetto avveniristico che prevede quasi una cittadella con i colori dell’Olympique Lyonnaise, per la gioia del presidente Aulas e dei suoi affezionati tifosi.
Già, i tifosi.
Da loro riparte la Nuova Juventus.
Un bacino di quattordici milioni in Italia e oltre cento nel mondo, con continenti vivi e fertili, come Asia e America, pronti da coltivare con i semi bianconeri.
Non a caso gli accordi con il partner Nike, sposato sino al 2015, prevedono sviluppi in Messico, in Canada, in Asia, con progetti quali le Soccer Schools, ma non solo.
Un connubio collaborativo a tutto tondo, anche sul commerciale con creazione di nuovi punti vendita e iniziative specifiche.
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