Cari amici bianconeri,
leggevo gli appunti dalle vacanze del grande Antonio, e tra le righe ho notato tra i molti concetti perfetti e lucidi, trattati al solito in modo egregio, due da riscontrare subito.
Il primo riguarda la marcia di Torino del 1° luglio. Quanto è vero: quella marcia doveva tenersi a Roma, con largo giro per la città e fine sotto la FIGC in via Allegri. Ricordate cari amanti dei colori più belli del firmamento calcistico mondiale ? Quattro gatti di laziali alzarono la voce in quella sede, e fecero in modo di riuscire a scucirci uno scudetto già vinto, facendo giocare alla nostra squadra una gara farsa nel mare di Perugia, diretta dal nostro caro genio arbitrale Collina.
Sempre quei quattro gatti, con manifestazioni sotto i palazzi del Ministero delle Finanze, costrinsero il Governo a varare leggi mirate a salvare Bilanci che definire falsi è un puro eufemismo.
Sarei subito d'accordo con l'idea del nostro, che a questo si possa e si debba porre rimedio: facciamola ora la marcia, anche se è tardi. Facciamo vedere a questi intriganti che ieri si scambiavano occhiate e sorrisi nel Salone d'Onore del CONI, chi e quanti siamo, e cosa significa giocare un Campionato di A farsa e falsato, senza l'attore principale e chi ci sta dietro. La Juventus ed i suoi 14 milioni di tifosi, che siamo noi. La Juventus ora siamo più che mai noi.
Il secondo riguarda la "Rosea". Ovvio che non la compro e neppure per fortuna la compravo prima, ma penso, e mi piace tanto credere che sia così, che il cambio di rotta sia dovuto a qualche nostro siluro che inizia ad arrivare e colpire dove era stato indirizzato.
Come Voi, leggo e navigo molto su questo come su altri indirizzi a noi vicini, e da ogni parte si notano inviti a boicottare questa o quella testata, questo o quel prodotto, governato, diretto o di proprietà di alcuni tra i molti nemici che abbiamo la fortuna di annoverare nel nostro palmares.
Essendo poi di Roma, ieri ascoltavo una trasmissione radiofonica della capitale, dove sempre più divertito, ho colto l'intervento in sequenza di tre tifosi della Roma, inviperiti nei confronti della Gazzetta dello Sport, e del cambio repentino di indirizzo editoriale nei confronti della Juventus, che a sentir loro era cosa notata in questi ultimi giorni.
I nostri "cari amici" giallorossi (ma quanti amici che abbiamo, siatene contenti) dicevano in pratica che mentre all'inizio il quotidiano si era scagliato contro tutto ciò che avesse qualcosa di bianconero, mirando quasi alla radiazione del Club, e che per quanto ascoltato e venuto alla luce tutto quanto accaduto sino ad ora era quasi nulla se rapportato alle colpe juventine, ora si era come d'incanto ammorbidita la linea e quasi si stava facendo una marcia indietro, con concetti quasi invertiti e stravolti.
Mi chiedo, ma chiedo a Voi certo più attenti ed informati di me: per caso ai signori di Milano sta mancando qualche €uro in banca ? Forse si accorgono solo adesso di cosa significa perdere qualche migliaio (o milione ?) di lettori ?
Nella speranza che sia proprio così Vi saluto e a sentirci presto.
Ripeto: incontriamoci e chiamiamoci a raccolta, ma qui a Roma. Torino è la nostra città, ed è come se io andassi a manifestare il mio amore per la Juve a casa di Antonio La Rosa. Invece si deve andare dove ci odiano. Dicevano tanto che esiste il "Palazzo". Mai come ora ci accorgiamo che è vero, andiamoci sotto e scuotiamolo un pò dalle fondamenta. In senso buono si intende.
Saluti bianconeri.
Fabio Mogini
fabio.mogini@tiscali.it
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