I commenti del Muro non rappresentano necessariamente le idee dell'Associazione
#42 LA JUVE POTEVA ESSERE VENDUTA!Liberate la Juve da
scritto il 11/07/2006 09:32:56daALESSANDRO
Quell'oligarca russo che voleva comprarsi la Juve
Chissà che ora, con il rischio serie C, gli Agnelli non rimpiangano di non aver venduto la Juventus. Perché, secondo quanto ricostruito da "L'espresso", a dispetto delle smentite, a Torino alcune manifestazioni d'interesse erano arrivate da tempo. Tutto ha inizio nel 2003, quando la Fiat vive il suo momento più buio. Soldi per sostenere la Juve non ce ne sono. Raccontano che nel marzo di quell'anno Antonio Giraudo fosse alla ricerca di un anticipo di cassa da 20 milioni di euro per pagare gli stipendi. E che solo la piccola Cassa di Risparmio di Savigliano avesse infine risposto, dopo una ventina di no di altre banche. Il successivo 30 giugno, poi, la Juve comincia a perdere i pezzi; all'ultimo giorno di bilancio viene ceduto ai costruttori Gilardi il 27 per cento della Campi di Vinovo, fondata per realizzare un grande parco commerciale nei pressi del nuovo centro sportivo della squadra. L'operazione ha il sapore del maquillage. Soldi veri ne girano pochi ma la Juve scrive a bilancio una plusvalenza di 32,5 milioni e conserva l'opzione per riprendersi il tutto. In realtà, nel marzo 2006 diventa chiaro come si trattasse di una vendita a rate; la Gilardi si prende anche il resto della Campi di Vinovo e il parco commerciale, se vorrà, lo farà da sola. E la Juve deve dire addio ai 25 milioni l'anno che contava di incassare con l'affitto degli spazi commerciali. E dunque dal 2003 che Torino inizia a capire l'impossibilità di portare avanti i progetti, come confermano i rinvii dei lavori per rifare lo stadio Delle Alpi (ufficialmente dovuti a lungaggini burocratiche). È in questo contesto che nel 2004 Giraudo avrebbe girato alla famiglia due manifestazioni d'interesse per la squadra: la prima del gruppo russo Nafta Moskvà dell'oligarca Sufeyman Kerirnov: la seconda di un fondo americano specializzato nell'intrattenimento, che avrebbe vincolato Torino a una clausola di riservatezza. Pare che, alle offerte, la risposta sia stata un rifiuto, senza nemmeno arrivare a discutere del prezzo: «Al di là di generiche voci, non è mai stata esaminata nessuna proposta concreta», è la posizione dell'Ifil. A Tonno si dice in realtà che nei primi mesi dei 2006, la Famiglia abbia dì nuovo accarezzato l'idea di un parziale disimpegno, voci che la crisi ha spazzato dei tutto: «La famiglia sarà sempre vicina alla squadra», ha assicurato John Elkann a "La Stampa". Con che soldi e strategie, si vedrà.
#41 Svendita???
scritto il 10/07/2006 16:12:02daGIOVANNI
Spero che la nuova dirigenza non svenda i campioni per poi gettar via la squadra come un giocattolo rotto. Per ora hanno predicato bene.. speriamo che dimostrino con i fatti di voler bene alla maglia!
#40 JUVENTUS
scritto il 09/07/2006 18:43:36daANGELO
PER GLI ELKANN LA VERA PAURA E' LA SERIE A,NON LA C.
MEGLIO CHE SI DEDICHINO A VELA,FERRARI E...ALTRO.
CHE SE NE VADANO!
#38 LIBERARE LA JUVE DAGLI ELKANN LO DICE ANCHE UN EX
scritto il 09/07/2006 11:34:58daCARLO
«Più che un’amnistia sarebbe auspicabile solo la penalizzazione per le squadre coinvolte». Il senatore Altero Matteoli (An) è contrario a un colpo di spugna per pulire «piedi sporchi» ma senza infierire con la retrocessione. Condivide l’idea di Andreotti o quella di Mastella?
«L’idea di Mastella assomiglia molto a un’amnistia, ma a me non convince. Serve invece una sanzione con cui impedire alle squadre di vincere il prossimo campionato. Un intervento che tenga conto delle qualità di società come Juve e Milan: hanno giocatori con un tasso tecnico che non necessita di favori per stare nella parte alta della classifica».
Questa sua idea non risente forse del fatto che lei è un tifoso juventino?
«Sono un acceso tifoso della Juve, è vero. Tuttavia ho l’impressione che la sentenza sia stata già scritta e questo non mi piace. Dopo la burrasca dei primi giorni, venuta meno la faziosità calcistica, abbiano notato fatti strani».
Che cosa intende dire?
«Si sono visti avvocati che hanno esercitato la difesa parlando soltanto due minuti, avvocati che si sono limitati a depositare una memoria scritta, avvocati che non si sono neppure presentati. Tutto questo non ha nulla a che spartire con uno stato di diritto».
Crede o non crede al processo in corso?
«Guardi mi piace davvero poco dividere il processo sportivo da quello penale. E visto che di processo si tratta: o sei garantista o hai una cultura forcaiola. Se hai una cultura forcaiola allora il dibattimento si fa al Colosseo: pollice verso e, zac, si ammazza una società. Se, al contrario, hai una cultura garantista devi tenere conto di tutto, ossia se i risultati sono dovuti al fatto che non avendo giocatori all’altezza una squadra è stata costretta a fare accordi con gli arbitri. Se riscontri che una società ha sbagliato puoi anche arrivare a una sanzione. La penalizzi, ma non l’ammazzi mandandola in serie C. Io poi sono allibito per il comportamento dell’avvocato della Juve».
Perché?
«Mi domando se dietro le sue affermazioni non vi sia un disegno della società».
E quale sarebbe?
«Scegliere un legale che chiede la serie B con una penalizzazione - in un processo largamente indiziario, come mi hanno spiegato esperti del diritto - senza difendere la società e proporre una sorta di patteggiamento che in questo processo non ha alcuna ragione d’essere, mi è parso come minimo curioso. Mi domando se i dirigenti juventini non abbiano deciso di disfarsi dei giocatori vendendoli, ricavando così un sacco di soldi. Questo sì sarebbe un colpo di spugna, ma cancellerebbe una storia fatta di 28 scudetti».
#37 contestazione proprieta'-Elkan-IFIL-
scritto il 09/07/2006 03:53:37daDK
PREPARIAMOCI A CONTESTARE LA PROPRIETA'.
A QUESTI DELLA JUVE NON FREGA UN CAZZO.
non facciamoci ridurre come il toro. Vendano la Juve ad un colosso economico.
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